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Cronaca | 11 giugno 2024, 16:26

Sequestrate 35 monete antiche in un museo della regione

L'attività ha visto impegnati i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino

Sequestrate 35 monete antiche in un museo della regione

Una scoperta inaspettata ha segnato i recenti controlli di sicurezza dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino. Durante le operazioni di prevenzione del rischio criminale in un museo di storia locale in Piemonte, i militari hanno individuato 35 monete e altri oggetti metallici con evidenti concrezioni terrose e ossidazioni, suggerendo che fossero stati recentemente scavati dal sottosuolo.

Alla richiesta di spiegazioni, il personale del museo ha ammesso di aver trovato gli oggetti nei terreni della zona, destinandoli poi all'esposizione museale. Tuttavia, non avevano comunicato il ritrovamento alle Autorità di Pubblica Sicurezza né alla Soprintendenza. Di conseguenza, i Carabinieri hanno sequestrato i beni illecitamente scavati e deferito il responsabile del museo per violazione in materia di ricerche archeologiche.

La normativa vigente sulla tutela dei rinvenimenti archeologici

La normativa italiana, aggiornata nel marzo 2022, stabilisce che tutti i reperti archeologici trovati nel sottosuolo o sui fondali marini del territorio nazionale appartengono allo Stato. In assenza di un regolare titolo di possesso e al di fuori dei casi di rinvenimento fortuito, tali beni devono essere restituiti al patrimonio pubblico. Il D.Lgs. 47/2004 disciplina le ricerche archeologiche, vietando ogni tipo di scavo senza una specifica autorizzazione ministeriale.

L'Art. 518-bis del Codice Penale punisce chiunque si impossessi di un bene culturale altrui con l'intento di trarne profitto. La pena varia dai tre ai sei anni di reclusione e una multa da 927 a 1.500 euro. Se il reato è aggravato, la reclusione può estendersi da quattro a dieci anni, con una multa fino a 2.000 euro, specialmente se il furto riguarda beni culturali dello Stato ed è commesso da chi abbia ottenuto una concessione di ricerca.

Chi viene a conoscenza di scavi archeologici clandestini o di detenzione illecita di materiale archeologico deve informare prontamente il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale o le Forze dell’Ordine presenti sul territorio. Questo per impedire la continuazione del reato e garantire la protezione del patrimonio culturale.

Il Ministero della Cultura può rilasciare concessioni di ricerca a privati o enti pubblici che soddisfano i requisiti scientifici di legge. I progetti devono avere interesse culturale, rilevanza scientifica e compatibilità con gli obiettivi di tutela territoriale della Soprintendenza competente.

L'uso del metaldetector per ricerche archeologiche è strettamente regolamentato. Anche se la detenzione e l'uso del metaldetector sono consentiti, non può essere utilizzato per ricerche su terreni pubblici o privati senza autorizzazione. Se il metaldetector rileva materiale archeologico, è illegale portarlo alla luce senza seguire un criterio scientifico.

In caso di scoperta fortuita di beni archeologici, deve essere fatta denuncia entro ventiquattro ore al Soprintendente, al Sindaco o all'autorità di pubblica sicurezza. È obbligatorio conservare temporaneamente i beni nelle condizioni e nel luogo in cui sono stati trovati e informare anche i Carabinieri preposti alla tutela del patrimonio culturale.

Redazione

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