Non si placa il dibattito sul futuro della Valle Tanaro e sul controverso progetto Cerere. L'associazione Castagnole Attiva ODV ha formalizzato in queste ore una richiesta d'incontro all'Amministrazione comunale di Castagnole delle Lanze, con l'obiettivo di avviare quel "confronto serio, trasparente e condiviso" che, secondo il comitato, è mancato fino a oggi.
La questione, come sottolineano i promotori, va ben oltre le aule di giustizia e il ricorso al Tar che vede coinvolti 17 cittadini e che ha portato alla sospensione cautelare del permesso di costruire lo scorso ottobre. In gioco c'è l'identità stessa di un territorio che si fregia del riconoscimento Unesco.
I dubbi sulla "neutralità" del Comune
A far scattare la nuova iniziativa dell'associazione sono state alcune recenti dichiarazioni apparse proprio sulla stampa locale. Castagnole Attiva non nasconde lo stupore per il cambio di passo percepito nella comunicazione istituzionale: se fino a ieri la posizione dell'Amministrazione sembrava improntata a una rigorosa neutralità tecnica, le ultime uscite avrebbero rivelato un apprezzamento di fondo per il progetto Cerere, visto come opportunità occupazionale.
"La differenza tra il tono istituzionalmente neutro tenuto nelle assemblee e la marcata condivisione emersa in sede di comunicazione ufficiale ha suscitato qualche perplessità tra i cittadini", scrivono dall'associazione. Il timore è che il dialogo sia rimasto confinato a un asse esclusivo tra ente pubblico e imprenditore proponente, tagliando fuori la comunità.
A supporto di questa tesi, il gruppo guidato dai cittadini porta numeri pesanti: oltre 30 soci attivi, le molte donazioni spontanee e, soprattutto, le 1.042 firme raccolte in pochi mesi sulla piattaforma Change.org. Un segnale che dimostra come il tema sia sentito ben oltre la cerchia dei ricorrenti.
Il fronte ambientalista si allarga
La partita si gioca ora su più tavoli. L'associazione segnala che anche cinque storiche sigle della tutela ambientale – Forum Salviamo il Paesaggio, Gruppo d'Intervento Giuridico, Italia Nostra, Legambiente e Pro Natura – si sono mosse richiedendo alla Prefettura e all'Associazione Paesaggi Vitivinicoli Unesco di vigilare sulla compatibilità dei lavori con l'ordinanza del tribunale amministrativo.
Le richieste: un'assemblea serale a gennaio
Per ricucire lo strappo e "ricomporre un clima di fiducia", Castagnole Attiva ODV ha messo nero su bianco quattro richieste precise rivolte al sindaco e alla giunta:
La convocazione di un incontro pubblico aperto a tutta la cittadinanza nel mese di gennaio 2026, da svolgersi in orario serale (ore 21) per favorire la massima partecipazione.
Il coinvolgimento non solo del comitato, ma di tutte le realtà associative del territorio.
La trasparenza totale sugli atti amministrativi, incluse eventuali autorizzazioni in corso.
Una spiegazione chiara della visione politica per la riqualificazione dell'area.
"Non vogliamo solo discutere di un singolo progetto, ma costruire insieme una visione condivisa per il futuro di questa zona, che rappresenta il biglietto da visita del nostro comune", concludono da Castagnole Attiva. L'obiettivo dichiarato è quello di "Ripensare la Valle Tanaro", trasformando quello che oggi è un contenzioso in un punto di partenza per una pianificazione partecipata. La palla passa ora al Palazzo civico.














