Un controllo mirato, l'intuito di una pattuglia e un inseguimento a piedi hanno portato all'arresto di un ventiseienne trovato in possesso di un'arma carica e di preziosi di dubbia provenienza. È successo nel primo pomeriggio del 5 gennaio ad Asti, durante un servizio di prevenzione contro i furti in abitazione svolto dai militari del Norm.
Tutto è iniziato in corso Casale, quando l'equipaggio dell'autoradio ha notato una Fiat Panda procedere "assai lentamente" e con un atteggiamento che ha subito insospettito i carabinieri. Alla decisione di procedere al controllo, la reazione degli occupanti è stata immediata: i due uomini a bordo hanno abbandonato l'auto in mezzo alla strada e sono scappati in direzioni opposte.
L’inseguimento e il ritrovamento dell’arma
I militari si sono lanciati all'inseguimento di uno dei due fuggiaschi, riuscendo a raggiungerlo e bloccarlo poco dopo. La perquisizione personale ha rivelato un dettaglio inquietante: nel marsupio dell'uomo era nascosta una pistola semi-automatica Glock calibro 45, con il caricatore inserito e pronta all'uso con 13 proiettili. Insieme all'arma, l'uomo aveva addosso anche due bracciali, tre anelli in oro con pietre preziose e un anello d'argento.
Il controllo si è poi esteso all'auto abbandonata, all'interno della quale sono stati recuperati quattro orologi in metallo di marchi noti. Mentre il fermato veniva portato in caserma per l'identificazione, altre pattuglie giunte in supporto hanno setacciato la zona alla ricerca del secondo fuggitivo, purtroppo senza esito.
"Pendolari del crimine"
Dagli accertamenti successivi è emerso che la pistola recuperata era stata rubata in un'abitazione di Rimini nel giugno scorso. L'uomo fermato, un cittadino albanese di 26 anni senza fissa dimora in Italia, è stato arrestato con le accuse di detenzione illecita di arma da sparo e ricettazione e trasferito nel carcere di Asti.
Secondo gli inquirenti, il modus operandi suggerisce che si tratti di un "pendolare del crimine", ovvero un soggetto che colpisce in un'area per brevi periodi prima di spostarsi altrove per eludere le indagini. Sono ora in corso le verifiche per risalire ai proprietari dei gioielli e degli orologi recuperati, ritenuti provento di furti avvenuti nel capoluogo o nelle zone limitrofe. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda, ferma restando l'attuale presunzione di non colpevolezza dell'indagato.














