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Politica | 09 gennaio 2026, 12:55

Referendum giustizia, la premier Meloni: "Si vota il 22 e 23 marzo"

"Dobbiamo dare la data entro il 17 di gennaio, lo farà il prossimo Consiglio dei ministri: il 22 e 23 marzo è la data che mi sentirei di confermare"

Referendum giustizia, la premier Meloni: "Si vota il 22 e 23 marzo"

Domenica 22 e lunedì 23 marzo si terrà con ogni probabilità il referendum sulla riforma della giustizia.

 Lo ha annunciato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno, questa mattina nell'Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati.

"A norma di legge dobbiamo dare la data entro il 17 di gennaio, lo farà il prossimo Consiglio dei ministri: il 22 e 23 marzo è la data più probabile e mi sentirei di confermarla", ha dichiarato la premier rispondendo alle domande dei giornalisti presenti all'evento organizzato dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti in collaborazione con l'Associazione della stampa parlamentare.

"Aggiungo - ha detto la premier - di vedere anche io un intento dilatorio nelle polemiche che ci sono state nei giorni scorsi. Ma non c'è nessuna impasse, nel senso che da parte nostra non c'è nessun intento di forzare la legge, non abbiamo nessuna ragione per forzare"

Meloni ha spiegato le ragioni della tempistica scelta dal governo, sottolineando che non posticipare ulteriormente il voto è necessario per emanare in tempi adeguati i decreti attuativi per la nomina dei nuovi Csm secondo le regole stabilite dalla riforma.

Il referendum confermativo sulla riforma della giustizia avrà al centro la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. L'intervento costituzionale mira a tracciare una distinzione più netta tra chi svolge le indagini e chi è chiamato a giudicare, con l'obiettivo - secondo i sostenitori della riforma - di rafforzare l'imparzialità del sistema giudiziario.

Gli elettori saranno chiamati alle urne per esprimersi con un sì o un no sulla legge di revisione costituzionale. 

A differenza dei referendum abrogativi, in questo caso non è previsto alcun quorum di partecipazione: il risultato sarà valido indipendentemente dall'affluenza alle urne. A decidere l'esito della consultazione sarà esclusivamente la maggioranza dei voti validi espressi.

Redazione


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