Asti resta un punto di riferimento fondamentale per il pentathlon moderno italiano. Un ruolo costruito negli anni grazie a risultati sportivi di altissimo livello, ma che ora la Federazione Italiana Pentathlon Moderno intende rafforzare anche sotto il profilo organizzativo, amministrativo e strutturale. È questo il messaggio principale che il presidente federale Gabriele Vescio ha portato oggi ad Asti, illustrando le strategie del prossimo triennio.
Il movimento astigiano, definito dalla Federazione come uno dei poli sportivi più importanti a livello nazionale, ha saputo produrre eccellenze assolute: dall’olimpionica Alice Sotero ai giovani prospetti come Boero, Allara e Martinescu. Tuttavia, a fronte dei successi agonistici, non si è registrata negli anni la stessa continuità a livello dirigenziale e amministrativo. Proprio da qui nasce l’esigenza di un confronto diretto con le società del territorio.
La Federazione ha avviato un vero e proprio “giro del Piemonte” con l’obiettivo di ricostruire un dialogo costante con le realtà locali e individuare la figura più idonea per il ruolo di delegato. Una scelta che il presidente Vescio definisce strategica e politica: le attività sono infatti proseguite regolarmente anche in assenza del delegato, ma la nomina avverrà solo dopo aver ascoltato il territorio.
Grande attenzione è riservata al tema delle strutture, considerate centrali per lo sviluppo del pentathlon. La situazione è complessa: alcune criticità derivano da decisioni e pagamenti effettuati dal precedente consiglio federale, mentre l’attuale governance – insediatasi il 15 novembre 2025 – sta lavorando per fare pressione sui fornitori e valutare in modo strategico la distribuzione degli impianti sul territorio astigiano e piemontese. Domani è previsto anche un presidio a Torino per analizzare gli aspetti logistici.
Il nodo principale riguarda le priorità: capire se l’urgenza maggiore sia garantire strutture dedicate agli allenamenti dell’olimpionico Giorgio Malan o se sia più opportuno intervenire in modo diffuso a supporto delle società. Senza dimenticare un aspetto spesso sottovalutato, ma determinante: la copertura e la protezione degli impianti, un investimento oneroso ma necessario.
Sul piano tecnico, Asti sarà coinvolta in due circuiti principali: uno legato alla Nazionale giovanile, con attività di monitoraggio e test neuromuscolari e fisiologici, e un altro rivolto allo sviluppo delle academy federali. L’idea è creare gruppi di allenamento territoriali che accompagnino i giovani atleti – già transitati dalla Nazionale – nella delicata fase di passaggio all’età adulta, quando il livello competitivo si alza ulteriormente. Non è esclusa la nascita di una nuova academy proprio ad Asti, con tecnici federali, in sinergia con Torino.
Sul fronte economico, pesa la sospensione del 20% dei fondi (circa un milione di euro) da parte di Sport e Salute, a causa di parametri amministrativi non rientrati nei range richiesti. La Federazione punta però a riallinearsi entro fine 2026 per recuperare le risorse, anche attraverso un piano di sviluppo più ampio.
In quest’ottica nasce il progetto Penta15, già approvato dal consiglio federale di dicembre: l’obiettivo è portare il pentathlon moderno in 15 regioni, diffondendolo in più province attraverso sinergie con scherma e triathlon, discipline già strutturate e fondamentali per il pentathlon. Le società aderenti riceveranno supporto materiale, economico e promozionale, inclusa la possibilità di portare la Federazione nelle scuole.
Asti, che già beneficia di importanti contributi grazie ai risultati dei suoi atleti, è chiamata ora a fare un passo ulteriore: diventare modello di diffusione e attrattività. “In contesti più piccoli come Asti o Montelibretti – è la riflessione emersa – il pentathlon non è una distrazione, ma una reale opportunità di futuro”. Un’occasione che la Federazione vuole trasformare in un progetto solido e duraturo.


















