Dietro ogni richiesta di soccorso c'è il filtro del Nue 112, eppure per la Regione Piemonte questi operatori restano figure di secondo piano.
La denuncia arriva da Nursing up, che critica la scelta di negare l'indennità di pronto soccorso a chi gestisce il primo contatto con l'emergenza.
Secondo il segretario regionale Claudio Delli Carri, l'ente avrebbe dovuto farsi portavoce di questa necessità presso il ministero, riconoscendo il valore di un servizio che è il biglietto da visita della sanità piemontese.
Responsabilità e precettazione
Gli operatori del numero unico non sono semplici addetti allo smistamento telefonico, ma professionisti formati per gestire lo stress e l'appropriatezza degli interventi.
"Il loro lavoro è un passaggio decisivo senza il quale il sistema non funziona" sottolinea Delli Carri.
Una tesi ribadita da Roberto Lanteri, che evidenzia come il personale sia considerato servizio essenziale e quindi precettabile in caso di sciopero, pur senza ricevere i benefici economici legati all'emergenza. "Siamo invisibili per le istituzioni" aggiunge l'operatrice Emanuela Coluccio.
Caos contrattuale nella centrale
A peggiorare il clima interno alla centrale operativa è la frammentazione dei contratti. All'interno della stessa struttura, sotto la gestione di Azienda zero, convivono lavoratori con identiche mansioni ma inquadrati in tre aree retributive differenti.
Per Roberto Aleo, segretario provinciale, si tratta di una situazione insostenibile che penalizza chi garantisce un servizio attivo 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno.
Il sindacato chiede ora un intervento formale della Regione per sanare queste disparità e dare dignità a chi coordina la sicurezza dei cittadini.














