La sanità regionale mostra luci e ombre nella classifica "World's best hospitals 2026", la graduatoria stilata dal periodico Newsweek in collaborazione con la società di analisi dati Statista.
Se a livello generale gli ospedali piemontesi segnalano un recupero complessivo di quarantacinque posizioni rispetto all'anno precedente, il Cardinal Massaia di Asti non partecipa a questo slancio, registrando al contrario una discesa in graduatoria insieme al Giovanni Bosco di Torino e al Sant'Andrea di Vercelli.
I risultati si basano sulle valutazioni di medici e professionisti del settore, che misurano costantemente la qualità percepita e le condizioni operative dei presidi.
I movimenti nella graduatoria nazionale
Nonostante le fisiologiche flessioni locali, diverse realtà del Piemonte migliorano i propri piazzamenti.
Le storiche Molinette della Città della Salute mantengono la stabilità al tredicesimo posto in Italia, mentre il Mauriziano e l'ospedale di Alessandria scalano rispettivamente tre e cinque posizioni.
Segnali positivi arrivano anche dal Santa Croce e Carle di Cuneo, dal Gradenigo, dal San Luigi Gonzaga di Orbassano e dal Cottolengo.
Un quadro variegato che testimonia come le eccellenze mediche debbano spesso confrontarsi con le difficoltà strutturali di presidi che, in molti casi, hanno ampiamente superato il secolo di vita.
Il peso dell'età e il piano da 5 miliardi di euro
L'obsolescenza degli edifici rappresenta il vero tallone d'Achille del sistema ospedaliero, un fattore che incide pesantemente sulle recensioni degli addetti ai lavori. Per colmare questo divario strutturale e rilanciare nosocomi strategici come quello di Asti, l'amministrazione regionale ha messo in campo un corposo piano di edilizia sanitaria.
L'investimento sfiora i 5 miliardi di euro e prevede la costruzione di undici nuovi ospedali, affiancati da oltre trenta ospedali di comunità e novantuno case di comunità, ridisegnando la geografia dell'assistenza a partire dal Parco della Salute di Torino.
Le prospettive per la Sanità piemontese
Le dinamiche evidenziate dalla classifica internazionale impongono una riflessione sugli investimenti futuri.
Analizzando i dati, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l'assessore alla Sanità Federico Riboldi hanno sottolineato il valore dei professionisti del settore, ribadendo la necessità di un profondo rinnovamento: "Queste classifiche raccontano una sanità che continua a contare su professionalità riconosciute e su ospedali che ogni giorno garantiscono cure di qualità. Allo stesso tempo indicano quanto sia necessario investire sulle strutture".
L'intervento mira a superare le attuali criticità architettoniche in tutto il bacino locale: "Il piano da quasi cinque miliardi che abbiamo avviato va esattamente in questa direzione: nuovi ospedali, tecnologie e servizi più vicini ai cittadini. Il nostro obiettivo è lasciare ai piemontesi una sanità più moderna e un Piemonte migliore di quello che abbiamo trovato".














