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Cultura e tempo libero | 22 gennaio 2026, 07:12

La Giornata della Memoria 2026, il territorio astigiano tra teatro, storie e testimonianze

Da Asti a Calamandrana, da Canelli a Settime: un calendario ricco di appuntamenti per non dimenticare la Shoah

La Giornata della Memoria 2026, il territorio astigiano tra teatro, storie e testimonianze

Il territorio astigiano si prepara a celebrare la Giornata della Memoria con un calendario ricco di iniziative che intrecciano teatro, letteratura, musica e testimonianze storiche. Dal 23 gennaio al 1° febbraio, comuni e associazioni hanno organizzato momenti di riflessione collettiva per mantenere vivo il ricordo della Shoah e delle vittime dell'Olocausto. Protagonisti saranno gli spettacoli teatrali dedicati ai bambini di Terezin, le celebrazioni davanti alle Pietre d'inciampo, le letture dalle opere di Primo Levi e gli incontri con storici e studiosi che indagano non solo l'orrore dei campi di sterminio, ma anche i difficili ritorni di chi è sopravvissuto. Un percorso che coinvolge scuole, istituzioni e cittadini in un impegno comune: quello di trasmettere alle nuove generazioni i valori della dignità umana, della libertà e della memoria come strumento di resistenza contro ogni forma di barbarie.
 

L’arte come resistenza: allo Spazio Kor la storia delle bambine di Terezin

il calendario delle iniziative astigiane dedicate alla Giornata della Memoria 2026 si aprirà con una narrazione potente e delicata. Venerdì 23 gennaio, alle ore 21, lo Spazio Kor di piazza Roberto Lavazzeri ospiterà lo spettacolo del Faber Teater intitolato "Le bambine di Terezin". L'evento è frutto della sinergia tra l’Istituto per la Storia della Resistenza e nella Società Contemporanea in Provincia di Asti (Israt), la Casa della Memoria di Vinchio, il Teatro degli Acerbi, il Consiglio Regionale e il Comitato Valori Resistenza e Costituzione del Piemonte.

Al centro della scena vi sarà il monologo interpretato da Paola Bordignon, con la regia affidata ad Aldo Pasquero e Giuseppe Morrone. L'opera accende i riflettori su una realtà storica complessa e dolorosa: quella di Terezin, la fortezza a circa 100 chilometri da Praga che, tra il 1942 e il 1945, fu trasformata dai nazisti in una città-ghetto. Questo luogo, tristemente noto come "la città che Hitler regalò agli ebrei", fu concepito dalla propaganda come un "campo modello" destinato a ebrei privilegiati, artisti, musicisti e, soprattutto, bambini.

Lo spettacolo ci trasporta tra le mura di quella fortezza, raccontando le vite di persone speciali che, nonostante turni di lavoro massacranti di dieci ore al servizio dei nazisti, trovavano la forza di fare musica, teatro e poesia. È la storia di un'umanità che resiste attraverso la cultura, rievocando opere come Brundibar, l'opera per bambini che narra la lotta contro un tiranno, o la visita della Croce Rossa e il film di propaganda girato all'interno del ghetto. Ma soprattutto, racconta dei più piccoli: i loro disegni, le parole, i diari e i frammenti di vite spezzate troppo presto in un mondo di brutalità.

A restituire il senso profondo di questa operazione teatrale è la stessa Paola Bordignon, che da anni porta questo lavoro sui palchi italiani: "15.000 sono i ragazzi passati da Terezin, solo 142 i sopravvissuti, 4.000 i disegni ritrovati. La leggerezza nelle loro voci, le loro speranze sono uno sguardo diverso sull’Olocausto, come singolare è la storia di Terezin. Dico dell’arte, della musica, del teatro, della poesia che hanno tenuto in vita le persone, le hanno aiutate a restare esseri umani", spiega l'attrice.

Il valore della pièce è sottolineato anche dalla recensione di Maria Teresa Milano, che evidenzia l'equilibrio della messa in scena: "Paola ha una voce pacata e una presenza autorevole, non indulge nell’orrore né nel pietismo, rendendo onore in questo modo a chi mai avrebbe voluto essere raffigurato come vittima; le parole, le immagini e la musica accompagnano lo spettatore nella realtà del ghetto con tutte le sue contraddizioni e recano un insegnamento universale che induce a riflettere sul valore della vita e sulla cultura come forma di resistenza e sopravvivenza", si legge nella critica.

La serata vedrà l'intervento istituzionale di Domenico Ravetti, Vicepresidente del Consiglio regionale e Presidente del Comitato Valori Resistenza e Costituzione del Piemonte. Oltre all'appuntamento serale aperto al pubblico, è prevista una replica mattutina riservata alle scuole superiori astigiane, per trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria attraverso il linguaggio universale del teatro.

A Canelli il Giorno della Memoria ricorda Cefalonia

Il Giorno della Memoria 2026 verrà celebrato a Canelli domenica 25 gennaio, a partire dalle ore 17, presso la Sala Aliberti della Biblioteca G. Monticone. Come di consueto, l’iniziativa inizierà con una breve introduzione istituzionale sul significato della ricorrenza, seguita dal ricordo delle vittime canellesi dei campi di concentramento.

Il cuore dell’evento sarà la presentazione del volume di memorie "Uno dei tanti. Diario di un superstite di Cefalonia", di Remigio Albenga (IGE, 2026). Interverranno Vittorio Rapetti e Massimo Branda, curatori del libro per conto dell’associazione Memoria Viva Canelli, e Renato Grimaldi, ordinario di Sociologia all’Università di Torino e autore dell’introduzione. Modererà l’incontro la professoressa Valeria Sartoris.

A partire da quest'anno, le Medaglie d'Onore agli Internati Militari Italiani verranno consegnate nell'unica data del 20 settembre, Giornata degli IMI, recentemente istituita per ricordare oltre 650.000 soldati italiani catturati dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, che rifiutarono di combattere con i nazisti e furono deportati nei lager tedeschi come "internati", perdendo i diritti di prigionieri di guerra. In precedenza, le Medaglie d'Onore venivano consegnate nel Giorno della Memoria (27 gennaio) e in occasione della Festa della Repubblica (2 giugno). Nel corso del 2025, sono state 21 le medaglie d’onore consegnate grazie al lavoro dell’associazione Memoria Viva, attraverso la ricerca dei documenti, l’istruzione e l’inoltro delle pratiche per conto delle famiglie che segnalino l’intenzione di ricevere detta medaglia. 

A conclusione dell’evento canellese, verranno presentati alcuni progetti sviluppati dalla Scuole, sempre attive in queste occasioni. In particolare, un breve video illustrerà il “Progetto Crocus”, cui hanno aderito l’Istituto Comprensivo e l’ITIS Artom di Canelli. Agli insegnanti che parteciperanno alla giornata verrà rilasciato dall’AIMC un attestato valido per la formazione docenti.

A Calamandrana, tre eventi per non dimenticare la Shoah

L'amministrazione comunale, in sinergia con la Biblioteca, l'associazione Le colline della cultura e l'Unitrè, ha predisposto un calendario di tre appuntamenti dedicati al Giorno della memoria. Un percorso che spazia dall'analisi geopolitica alla commemorazione locale, fino alla toccante indagine sul reinserimento dei reduci dai campi di concentramento.

Il ciclo di incontri si apre domenica 25 gennaio alle 15.30. Il salone consiliare ospiterà Federico Fornaro, figura di spicco nel panorama intellettuale e politico, in qualità di storico, scrittore e parlamentare del Partito Democratico. Il suo intervento mira a contestualizzare la ricorrenza del 27 gennaio, analizzandone il valore profondo e necessario all'interno dei complessi scenari internazionali che caratterizzano la nostra epoca.

Il momento più toccante e legato alla storia del territorio è previsto per martedì 27 gennaio. Alle 11, in via Roma 26, si terrà la celebrazione istituzionale davanti alla Pietra d'inciampo posata tre anni fa. L'opera, parte del vasto progetto europeo dell'artista tedesco Gunter Demnig, è dedicata a Luigi Therisod, giovane partigiano antifascista e deportato politico. La sua è una storia spezzata troppo presto: arrestato la vigilia di Natale del 1943 e deportato a Mauthausen, Therisod fu ucciso a soli 19 anni nel sottocampo di Gusen.

La cerimonia vedrà la partecipazione attiva di una delegazione di alunni della scuola primaria, chiamati a riflettere sulla scritta incisa sulla mattonella d'ottone che recita: "Qui abitava Luigi Therisod, nato nel 1925, arrestato il 24 dicembre 1943 deportato a Mauthausen, assassinato il 14 settembre 1944 a Gusen", a testimonianza di come la grande storia abbia tragicamente incrociato le strade del paese.

Le celebrazioni si concluderanno venerdì 30 gennaio alle 15.30 presso i locali della Biblioteca, situata nell'ex stazione ferroviaria in piazza Martiri. L'incontro, curato dall'Università della Terza Età (Unitrè), vedrà come relatrice Nicoletta Fasano, direttrice dell'Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea (Israt). La conferenza affronterà un tema spesso trascurato ma di cruciale importanza umana e sociale: "Sopravvivere al lager: i difficili ritorni", analizzando le fatiche fisiche e psicologiche di chi è riuscito a tornare dall'inferno concentrazionario.

A cimitero ebraico di Asti il ricordo dell'associazione Italia Israele

Si terrà martedì 27 gennaio , alle 11, la cerimonia cittadina per la Giornata della Memoria. L’appuntamento è al Cimitero Ebraico di Asti, in via Martiri Israeliti  2, organizzato come sempre dall' Associazione Italia Israele

Ad aprire la commemorazione saranno gli interventi ufficiali del sindaco di Asti, Maurizio Rasero, di Guido Anau Montel in rappresentanza della Comunità Ebraica di Torino, e di Luigi Florio dell’Associazione Italia Israele. Seguiranno le letture tratte dai testi di Liliana Segre e Enrica Jona, a cura di Aldo Delaude.

Al centro della cerimonia la deposizione di una corona d’alloro in onore dei deportati. A conclusione, gli Alpini suoneranno il silenzio fuori ordinanza, un gesto carico di significato per onorare la memoria di chi non è tornato.

Settime ricorda la Shoah con le parole di Primo Levi

A Settime la memoria storica si trasforma in un'esperienza collettiva di ascolto e riflessione. Domenica 1 febbraio, alle ore 17, l'associazione culturale locale "La Luna Galoppa" invita la cittadinanza a commemorare la Shoah con la rappresentazione intitolata "Ad Auschwitz con Primo Levi - Viaggio nel campo di concentramento". L'evento si terrà presso la tensostruttura riscaldata situata vicino alla piazza comunale.

Lo spettacolo propone un intreccio tra letteratura e musica per mantenere vivo il ricordo della tragedia dei campi di sterminio. I testi, curati da Guido Rosina, sono tratti da due opere fondamentali della testimonianza sull'Olocausto: "Se questo è un uomo" e "Ad ora incerta" di Primo Levi. La struttura della performance prevede una voce narrante che accompagnerà lo spettatore lungo questo percorso doloroso, mentre i lettori Celine Beltrame, Gianluca Fresia e Lorenzo Morosino presteranno le loro voci alle parole dello scrittore torinese, descrivendo i momenti drammatici vissuti dagli internati.

A sottolineare i passi più toccanti delle letture interverrà la componente musicale, con partiture originali scritte da Sergio Paolo Demartini. L'esecuzione dal vivo sarà affidata a un quintetto di musicisti: Gianfranco Amerio (clarinetto), lo stesso compositore Demartini (flicorno soprano), Fabio Grandi (contrabbasso), Angelo Manta (fagotto) e Valter Tessaro (clarinetto e flauto).

L'iniziativa vuole essere un momento di condivisione accessibile a tutti, pertanto l'ingresso è gratuito. A conclusione della rappresentazione, per stemperare l'intensità emotiva e favorire il dialogo tra i partecipanti, seguirà un rinfresco offerto dalla Pro Loco di Settime.

San Damiano ricorda le vittime della Shoah in Municipio

San Damiano si prepara a celebrare la Giornata Internazionale di Commemorazione in memoria delle vittime della Shoah. L’appuntamento è per martedì 27 gennaio 2026, alle 20.30, nella Sala Consiliare del municipio.

La serata si propone come un momento di ascolto e riflessione particolarmente intenso, offrendo un racconto dalla viva voce di chi ha vissuto tutte le fasi della Shoah italiana. Sarà il ricordo di chi ha provato sulla propria persona la follia della storia e ne porterà il segno per sempre.

Gli interventi saranno curati da Nicoletta Fasano, direttrice dell’ISRAT (Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea in Provincia di Asti), e da Alessandro Cerrato, consigliere dell’Istituto.
 

 Moncalvo ricorda le vittime il 25 e il 27 gennaio 

Il Comune di Moncalvo, in collaborazione con la Comunità Ebraica di Casale Monferrato, organizza una cerimonia di commemorazione che si terrà domenica 25 gennaio alle  12 in vicolo 27 Gennaio, luogo simbolico della memoria cittadina. 

L’iniziativa è dedicata al ricordo delle vittime dell’Olocausto, comprese le vittime moncalvesi deportate nei campi di sterminio nazisti, alle quali il Comune ha reso omaggio con l’installazione delle Pietre d’inciampo, collocate proprio all’inizio del vicolo. 

Durante la cerimonia si svolgerà l’accensione di sette candele, in memoria dei sette milioni di vittime dell’Olocausto: sei milioni di ebrei e un milione di altre persone perseguitate e uccise dal regime nazifascista. 

Il sindaco, Diego Musumeci: "Ricordare significa assumersi una responsabilità verso il presente e il futuro. Moncalvo custodisce una storia profonda e significativa della presenza ebraica sul suo territorio e il Giorno della Memoria non è solo un dovere istituzionale, ma un impegno morale verso le vittime e verso le nuove generazioni. Le Pietre d’inciampo non sono semplici segni, ma voci silenziose che ci invitano a non dimenticare e a difendere ogni giorno i valori della dignità umana, della libertà e della convivenza". 

Le iniziative per il Giorno della Memoria proseguiranno martedì 27 gennaio con un momento di riflessione dedicato agli studenti delle scuole medie, organizzato dal Comune di Moncalvo in collaborazione con l’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea in provincia di Asti. La direttrice Nicoletta Fasano terrà un incontro sulla storia delle comunità ebraiche nell’Astigiano e a Moncalvo. Moncalvo detiene un primato importante nel ricordo delle vittime dell’Olocausto: è stato uno dei primi Comuni d’Italia a dedicare una via cittadina a ricordo della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz e il primo Comune della provincia di Asti a ospitare le Pietre d’inciampo. Le quattro pietre presenti in vicolo 27 Gennaio ricordano i deportati catturati in paese e mai tornati da Auschwitz: Clelia Vitale, Adua Nunes, Amerigo Colombo e Alberto Colombo. Clelia Vitale, vedova di Moise Foa, apparteneva alla famiglia Norzi, ultima rappresentante della comunità ebraica moncalvese.

I passi dei ritorni, i testimoni raccontano: una serata per la Giornata della Memoria

In occasione della Giornata della Memoria 2026, sabato 24 gennaio Villanova d’Asti ospiterà una serata dedicata al ricordo e alla testimonianza, promossa dall’Israt in collaborazione con il Comune. L’appuntamento è fissato alle 20.30 alla Biblioteca comunale, nella sede della Confraternita dei Batù, con l’iniziativa dal titolo I passi dei ritorni. I testimoni raccontano.

L’incontro rientra in un percorso che l’amministrazione comunale porta avanti da anni. Come spiega l’assessore alla cultura Daniela Giudici, "tutti gli anni contattiamo l'Israt per fare qualcosa per la Giornata della Memoria".

La serata sarà strutturata come una lettura di racconti di persone tornate dalla guerra. La cura dei testi è affidata a Paola Mandrone, insegnante e componente dell’Israt, che accompagnerà il pubblico in un percorso di memoria attraverso le parole dei testimoni. Accanto alle letture è prevista anche una parte musicale. "Ci saranno anche due musicisti che suoneranno", aggiunge l’assessore.

Nel corso della presentazione, Daniela Giudici ha chiarito anche il ruolo dell’ente promotore. "È l'istituto della storia sulla resistenza astigiana", spiega a proposito dell’Israt, realtà da anni impegnata nella valorizzazione della memoria storica e della Resistenza.

L’iniziativa è a ingresso libero e aperta a tutta la cittadinanza.

Redazione

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