La rete a difesa della sanità pubblica chiude il cerchio e copre ormai l'intero territorio provinciale. Dopo la nascita dei gruppi nel capoluogo e in Valle Belbo, lo scorso 2 febbraio è stato ufficialmente costituito il Comitato Art. 32 Asti Nord. L'atto di fondazione è avvenuto presso il Foyer delle Famiglie di Asti, luogo che sta diventando la "casa" simbolica di questa mobilitazione civica.
Con questo nuovo tassello, la provincia di Asti vede ora una presenza capillare di organismi che si richiamano direttamente ai principi costituzionali: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti". Un dettato che, secondo i promotori, rischia oggi di rimanere lettera morta di fronte alle difficoltà quotidiane vissute dai cittadini.
Un fronte comune contro il declino
L'obiettivo che unisce i tre comitati (Asti, Valle Belbo e ora Asti Nord) è chiaro e condiviso: pretendere garanzie per il mantenimento di una sanità pubblica che sia davvero adeguata ai bisogni della popolazione. La diagnosi che emerge dal territorio è preoccupante. "Drammaticamente i Comitati hanno il percepito di una sanità astigiana in continuo declino", si legge nella nota costitutiva.
Le criticità segnalate, raccolte ascoltando cittadini, associazioni, sindacati e anche amministratori locali, toccano tutti i nervi scoperti del sistema: carenze organizzative, riduzione dei servizi erogati, tempi d'attesa insostenibili per le prestazioni e un calo generale della qualità dell'assistenza.
Irene Novarese alla guida
A guidare il neonato gruppo dell'area nord sarà una figura che conosce bene le dinamiche sanitarie di quella zona. I rappresentanti hanno infatti indicato come portavoce la dottoressa Irene Novarese, già medico di medicina generale del territorio. Una scelta tecnica e di esperienza, per dare voce e competenza alle istanze di una fetta importante della provincia che non vuole rassegnarsi al depotenziamento della salute pubblica.














