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Sanità | 11 febbraio 2026, 10:35

In Piemonte è boom di ricoveri di bambini con la bronchiolite

Sono quasi 100 i piccoli con insufficienza respiratoria acuta, inclusi i casi in terapia intensiva al Regina Margherita. L'allarme lanciato dall'infettivologo Bassetti

Immagine d'archivio

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"A Torino e in Piemonte è in corso un'elevata circolazione del virus respiratorio sinciziale (Vrs), con un boom di ricoveri pediatrici e casi gravi, inclusi bambini in terapia intensiva al Regina Margherita. Sono oltre oltre 90 i bambini ricoverati per insufficienza respiratoria acuta, tra cui molti neonati che non avevano ricevuto il monoclonale. Il virus respiratorio sinciziale che l’anno scorso ha fatto registrare un sensibile aumento dei casi è arrivato anche in questa stagione in Italia": lo scrive sui social l'infettivologo Matteo Bassetti.

Allarme lanciato dal prof. Bassetti

"Il virus respiratorio sinciziale è un virus molto diffuso nella comunità umana, negli adulti può essere l’equivalente di un raffreddore o causare anche forme più impegnative come la polmonite, mentre per i bambini, soprattutto tra 6 mesi e un anno nel primo anno di vita, soprattutto nei primi 3 mesi, può causare la bronchiolite. La bronchiolite - precisa Bassetti - è un’infezione virale delle basse vie aeree, parte terminale dell’albero bronchiale, che provoca tipicamente difficoltà respiratorie. Nei bambini piccoli ha un’evoluzione molto rapida, nel senso che dai primi sintomi come raffreddore o naso che cola si può giungere al coinvolgimento dell’albero bronchiale nel giro di alcuni giorni, ragione per cui i bambini devono essere monitorati attentamente dalla famiglia a domicilio e richiedere il parere del medico pediatra curante quando necessario".

Tanti i piccoli sotto l'anno di vita

"Questo virus rappresenta una sfida significativa per la salute dei bambini, in particolare nel primo anno di vita, infatti è una delle principali cause di infezioni delle vie respiratorie inferiori nei bambini e può portare a sintomi che vanno da lievi raffreddori a infezioni polmonari gravi con necessità di cure intensive. Dal 2022 anche in Italia è’ disponibile un nuovo trattamento in grado di ridurre il rischio di forme gravi costituito da un anticorpo monoclonale Prevenire e’ sempre meglio che curare", conclude l'infettivologo direttore Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova.

redazione

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