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Agricoltura | 18 febbraio 2026, 06:44

Tignola del pomodoro, Coldiretti Asti forma gli ortocoltori: "Servono soluzioni integrate ed ecocompatibili"

Incontro tecnico con l'Università di Torino per affrontare il problema della Tuta absoluta, lepidottero devastante che non va in letargo. Dalle reti anti-ingresso ai nuovi brevetti: tutte le armi disponibili

Un momento della formazione

Un momento della formazione

Conoscere il nemico per combatterlo meglio. È questo il senso dell'incontro di formazione organizzato nei giorni scorsi da Coldiretti Asti, dedicato alla Tignola del pomodoro (Tuta absoluta), uno degli insetti più temuti dagli ortocoltori che lavorano in serra. Un problema serio, in crescita, che richiede risposte scientifiche e strumenti all'avanguardia per non compromettere raccolti e investimenti.

Un insetto che non dorme mai

"La Tignola del pomodoro è un insetto originario del Sud America, che non va in diapausa invernale" ha spiegato Antonio Bagnulo, responsabile tecnico di Coldiretti Asti. "Anche se col freddo rallenta il suo ciclo vitale, non si ferma: sverna in serra e, appena si presentano le condizioni climatiche ideali, si manifesta in tutta la sua gravità producendo rapidamente danni seri a foglie, germogli e frutti".

La Tuta absoluta è un lepidottero tra gli ultimi arrivati in orticoltura, su cui purtroppo non è stato ancora trovato un rimedio risolutivo. Per questo è necessario un approccio integrato, che combini prevenzione, monitoraggio e interventi mirati. Le sperimentazioni universitarie proseguono, avanzando risultati interessanti sul fronte della ricerca, di pari passo con l'industria 4.0.

Ciclo devastante e colture a rischio

A fare il punto scientifico è stata la professoressa Luciana Tavella del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Agroalimentari dell'Università di Torino. "L'insetto svolge il proprio ciclo sul pomodoro e ha un potenziale riproduttivo molto alto, con molte generazioni all'anno" ha sottolineato la docente. Agisce producendo mine sia sull'apparato fogliare sia sul frutto, in particolare su pomodoro, che è il frutto d'elezione, e sulla melanzana. Non attacca, invece, il peperone, mentre sulle zucchine può deporre le uova, ma le larve non riescono a svilupparsi".

Proprio questo comportamento potrebbe aprire una strategia interessante: "La condizione di abbinamento dello zucchino al pomodoro potrebbe fungere da trappola biologica" ha aggiunto Tavella, suggerendo un approccio colturale innovativo.

Gli strumenti disponibili oggi

Quali armi hanno a disposizione gli agricoltori per difendersi? La ricercatrice ha elencato le strategie più efficaci, partendo dalla base: "In primis, le reti anti-ingresso, mentre la prevenzione – pulizia delle serre e delle piante – resta fondamentale".

Tra le altre soluzioni ci sono la confusione sessuale, l'uso di prodotti biologici come il Bacillus thuringiensis o funghi entomopatogeni, e il rafforzamento dell'efficacia di limitatori naturali come predatori e parassitoidi. "Tra le novità che potrebbero offrire soluzioni - ha aggiunto Tavella - vi è la presenza – ma al momento non in Piemonte – di un parassitoide co-evoluto con la Tuta absoluta, anch'esso originario del Perù".

Sul fronte delle metodologie integrate ed ecocompatibili, il mercato offre dispositivi sostenibili di bio-cattura mirata agli adulti: sistemi di cattura massale basati su metodi luminosi, richiami olfattivi o vibrazionali. Tra i nuovi brevetti in arrivo da fine primavera, inoltre, c'è un sistema in grado di bloccare il lancio di feromoni di allarme da parte dell'insetto. "La percentuale di efficacia cambia da insetto a insetto, ma con la Tuta absoluta questi dispositivi possono dare un contributo importante al contenimento delle infestazioni e il costo è tranquillamente ammortizzabile in una stagione, stagione e mezza" ha precisato Bagnulo.

Formazione continua per la sostenibilità

"La formazione e l'informazione continua per i nostri associati sta alla base delle politiche di Coldiretti Asti, in un'ottica di crescita, di sviluppo e di sostenibilità economica, ambientale e sociale - commentano la presidente Monica Monticone e il direttore Giovanni Rosso. Di fronte al problema, il nostro approccio è quello di rifarci alla scienza e ai dispositivi di nuova generazione, per offrire risposte concrete e proposte sostenibili dalle nostre aziende".

Un messaggio chiaro: contro i parassiti non bastano le soluzioni tradizionali. Serve innovazione, ricerca e una rete di conoscenze condivise. Perché la difesa delle colture passa anche dalla formazione di chi le coltiva.

Redazione

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