Pannelli solari sui tetti delle stalle, delle cantine, dei magazzini e delle serre, senza consumare un metro quadro di terreno agricolo. È la filosofia del "Parco Agrisolare", la misura finanziata con fondi PNRR che torna con un nuovo bando e una dotazione potenziata di 800 milioni di euro aggiuntivi, portando lo stanziamento complessivo a 3,15 miliardi. Le domande potranno essere presentate dal 10 marzo al 9 aprile 2026.
Come funziona il bando
La misura finanzia l'installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture di fabbricati rurali: stalle, cantine, magazzini e serre su tutto il territorio nazionale. Il contributo previsto è a fondo perduto pari all'80% dei costi ammissibili, una percentuale che rende l'investimento accessibile anche alle imprese di medie dimensioni. Oltre alla produzione di energia pulita, il bando sostiene un intervento strutturale di grande rilevanza ambientale: la rimozione dell'amianto e dell'eternit dalle coperture agricole. Con i progetti già finanziati nelle precedenti edizioni, il Ministero dell'Agricoltura stima che potranno essere smaltiti oltre 3,6 milioni di metri cubi di amianto, pari al 2,4% del totale dei siti mappati dal Ministero dell'Ambiente a livello nazionale.
Il percorso di "Parco Agrisolare" è stato progressivo e, a giudicare dai numeri, di successo. Dagli 1,5 miliardi iniziali, la Commissione Europea ha aumentato le risorse in più riprese: prima a 2,3 miliardi dopo la prima rimodulazione, ora agli attuali 3,15 miliardi con l'ultimo stanziamento. Un segnale che, secondo il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, conferma come l'iniziativa si sia affermata come un modello replicabile a livello europeo.
Confagricoltura Piemonte: "Soddisfazione per il nuovo bando"
Dal fronte piemontese arriva un giudizio positivo. "Esprimiamo soddisfazione per il nuovo bando Agrisolare – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – Si tratta di una misura che consentirà alle imprese agricole di abbattere i costi energetici senza sottrarre suolo alla produzione alimentare". Allasia ricorda come Confagricoltura sia "tra i principali sostenitori del progetto sin dalla sua genesi" e ringrazia il governo "per la fondamentale interlocuzione con le istituzioni europee, che ha permesso di ottenere l'aumento delle risorse lungo questo percorso".
Per le aziende agricole e agroindustriali piemontesi, storicamente alle prese con costi energetici elevati – dalla refrigerazione nelle cantine vitivinicole al riscaldamento nelle serre – la possibilità di produrre energia pulita dai propri tetti rappresenta un'opportunità concreta di riduzione strutturale dei costi di produzione, senza rinunciare alla terra coltivabile.














