Torna al centro del dibattito la questione dell’indennità del presidente del Consiglio comunale di Canelli. Ieri la giunta è intervenuta per fare chiarezza sulla vicenda, dopo che, a febbraio, la minoranza aveva sollevato nuovi dubbi sulla gestione del caso e sul parere del revisore dei conti.
“Ci siamo posti la domanda, visto che noi abbiamo sempre detto che avevamo dei dubbi - aveva spiegato la consigliera Annalisa Conti - È ovvio che vedere un impegno di spesa sul 2026 che non prevede più l’indennità del presidente ce li fa aumentare. Se fosse un errore, una svista?”.
L’opposizione aveva criticato anche il contenuto del documento del revisore: "Riepiloga le norme di legge, ma secondo noi non sono state applicate”.
È in questo contesto che l’amministrazione ha deciso di intervenire: “Questa conferenza è, come dire, il punto di arrivo di un percorso”, ha dichiarato la sindaca Roberta Giovine.
Gli aumenti della precedente amministrazione
Durante l’incontro, l’amministrazione ha ricostruito la storia delle indennità degli ultimi anni, modificate tra il 2022 e il 2024 sotto l’allora sindaco Paolo Lanzavecchia.
In quel periodo le indennità degli amministratori erano state aumentate più volte. Nel 2023 gli incrementi rispetto all’anno precedente erano compresi tra il 10 e il 15%, mentre nel 2024 erano saliti ulteriormente, arrivando, a seconda delle cariche, tra l’11 e il 62%.
L’aumento più significativo aveva riguardato la carica di presidente del Consiglio comunale, all'epoca ricoperta Angelica Corino. Con la delibera del 7 novembre 2023 l’indennità era stata equiparata a quella degli assessori. “Negli allegati alla delibera si è espressamente previsto che la presidente del Consiglio comunale avrebbe percepito un’indennità mensile di 1.863 euro lordi, quindi come gli assessori”.
Secondo la sindaca, gli aumenti erano comunque legittimi perché legati a fondi previsti dalla normativa nazionale: “La legge di bilancio del governo Draghi aveva stanziato dei fondi proprio per incentivare la partecipazione alla vita pubblica”.
L’arrivo della nuova giunta
“Non abbiamo per nulla considerato quanto avremmo percepito perché il nostro spirito era quello di metterci al servizio della città - ha spiegato Giovine, ritornando al 2024 e al cambio di amministrazione - Le indennità erano veramente all’ultimo posto nella nostra scala delle priorità”.
Il caso è riemerso poi nel consiglio comunale del 29 settembre 2025, quando l’opposizione ha contestato l’indennità della presidente del Consiglio, ritenendola superiore a quella prevista dalla legge.
Le verifiche e la revisione: “Oggi è cambiato il quadro generale”
Dopo le contestazioni degli ultimi mesi, la giunta ha avviato verifiche tecniche con gli uffici comunali, la segretaria e il revisore dei conti. Queste avrebbero confermato la conformità con quanto previsto dalla legge di bilancio.
Se per il 2025 esistevano ancora i presupposti per confermare le indennità, tuttavia, lo scenario è cambiato durante lo scorso gennaio, quando il Comune ha appreso della riduzione dei fondi statali destinati a coprire questi compensi.
La decisione della giunta: “Ci siamo tagliati tutti l’indennità”
Ieri pomeriggio, l’amministrazione ha approvato una delibera, con effetto retroattivo, che ha portato al taglio delle indennità del 4% per sindaco, vicesindaco e assessori, mentre quella del presidente del Consiglio è stata equiparata a quella degli assessori lavoratori dipendenti, scendendo a circa 894 euro lordi mensili.
“Ci siamo tagliati tutti di comune accordo, nessuno si è tirato indietro - ha aggiunto Giovine - Siamo una squadra e siamo qua per lavorare al servizio della cittadinanza e non per arricchirci”.
In poche parole, l’indennità della presidente del Consiglio è stata riportata al 10% di quella del sindaco, come previsto dal decreto ministeriale del 2000. La somma complessiva delle indennità resta pari a 12.420 euro lordi, ma la giunta ha deciso di redistribuirla con una riduzione generale.
“La scelta di questa amministrazione, di valorizzare l'istituzione e il ruolo del presidente del Consiglio, è farlo a proprie spese, non a spese dei cittadini”, ha concluso Stroppiana. Una scelta che, come ha spiegato il presidente del consiglio, Alessandro Negro, ha ridotto di oltre duemila euro la spesa mensile del Comune.














