Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano per la 34ª edizione le "Giornate FAI di Primavera", il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell'Italia. L'iniziativa, promossa dal FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano ETS, rappresenta il più efficace strumento con cui la Fondazione dal 1975 esercita la sua missione di educazione della collettività alla conoscenza e alla tutela del patrimonio culturale, perché sia per sempre e per tutti.
Le Giornate FAI di Primavera, così come quelle d'Autunno, sono una preziosa occasione offerta agli italiani per conoscere e apprezzare le meraviglie del nostro Paese, ma anche un'importante iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi della Fondazione, a sostegno della sua missione di utilità pubblica. Saranno visitabili – a contributo libero – 780 luoghi in 400 città italiane, scelti con inesauribile curiosità e passione. Un patrimonio multiforme, spesso inatteso e sempre sorprendente, fatto di tesori di storia, arte e natura e anche di storie, tradizioni e saperi unici che vengono tramandati e rinnovati dalle comunità che li custodiscono.
Grazie all'impegno e all'entusiasmo di 7.500 volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAI attivi in tutte le regioni e a 17.000 Apprendisti Ciceroni – giovani studenti della scuola secondaria appositamente formati dai loro docenti per raccontare le bellezze che li circondano – apriranno le loro porte centinaia di luoghi speciali, da nord a sud della Penisola. Dai castelli alle chiese, dai laboratori artigiani alle aree naturalistiche, passando per sedi istituzionali, teatri e siti produttivi, fino a un'idrovora e uno stadio di calcio.
Il Palazzo della Questura apre al pubblico tra storia e indagini scientifiche
La Delegazione astigiana propone due aperture di eccezionale interesse. La prima è il Palazzo della Questura di Asti, in Corso XXV Aprile 19. Costruito alla fine degli anni Trenta sulla zona collinare Laverdina, l'edificio fu edificato nel 1939 per ospitare la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Dopo la caduta di Mussolini venne occupato dall'esercito tedesco, che ne rimase in possesso fino al termine della guerra. Alla fine degli anni Cinquanta divenne sede della Questura. L'edificio, esempio di architettura razionalista, mostra un'evidente rielaborazione di elementi caratterizzanti le precedenti architetture pubbliche erette in città.
Durante le Giornate FAI, oltre alla visita ai locali e agli uffici del fabbricato principale, sarà possibile accedere al gabinetto della Polizia Scientifica, per osservare come tecnici altamente specializzati conducono le indagini. Un'attività che ha con Asti un legame particolare, poiché il primo studioso delle tecniche di investigazioni scientifiche, Salvatore Ottolenghi, nacque proprio ad Asti nel 1861, come ricorda la rotonda posta di fronte alla Questura, a lui recentemente intitolata.
La visita sarà guidata dagli Apprendisti Ciceroni dei Licei Scientifico e Classico. Un sentito ringraziamento al Questore Marina Di Donato che accoglie i visitatori e ai suoi collaboratori, che hanno allestito sia una piccola esposizione sulla storia della Polizia di Stato sia una vera e propria 'scena del crimine' per mostrare come lavora la Polizia Scientifica. Questa apertura sarà una delle 'chicche' delle Giornate FAI di Primavera in Piemonte.
L'accesso a questa visita, per motivi di sicurezza, richiede, solo ai maggiori di 14 anni, la prenotazione sul sito del FAI indicando nome, cognome e data di nascita, assolutamente entro e non oltre le ore 20 di mercoledì 18 marzo. Senza la prenotazione e la comunicazione delle informazioni richieste il personale di Polizia non consentirà l'accesso all'interno dell'edificio. Visite: sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00.
Il Sacro Monte di Mongardino restaurato e la vista sulle Alpi
La seconda apertura riguarda il Sacro Monte di Mongardino. A partire dal 1739, il paese si è arricchito delle cappelle della Via Crucis, recentemente restaurate e riportate al loro antico splendore. Il complesso devozionale, noto anche come Santuario di Sant'Antonio, è l'unico Sacro Monte della provincia di Asti. Costruito nel 1739, il santuario è diventato un punto di riferimento spirituale per la comunità, testimone di una fede semplice ma radicata nelle famiglie.
All'interno, i gruppi plastici in terracotta e le pitture sulle pareti illustrano i 14 episodi della Via Crucis, ripercorrendo il cammino di Cristo dal Pretorio di Pilato alla Crocifissione sul Golgota, fino al Sepolcro. Grazie al recente restauro, a cura di Ilaria Deambrogio con Francesca Pozzo e Magda Canalis, le cappelle hanno ritrovato colori vivi e armoniosi. Durante le Giornate FAI i visitatori potranno ripercorrere la storia del complesso devozionale del Colle di Sant'Antonio. Dal colle inoltre si gode una prospettiva magnifica sull'ampia vallata del Tanaro, su parte dell'albese, del casalese e dell'alessandrino, e, all'orizzonte, sulla spettacolare catena delle Alpi.
Visite: sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 14:30 alle 18:00. Ultima visita al mattino ore 12:00, al pomeriggio ore 17:30. Domenica negli orari 11:30, 16:00 e 17:00 le visite saranno effettuate dalla restauratrice del Sacro Monte Ilaria Deambrogio.
Tutte le informazioni sui luoghi aperti e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito www.giornatefai.it.














