Oggi, 13 marzo 2026, Giovanna Manfieri — per tutti semplicemente Nina — spegne 86 candeline. Lo fa nella quiete di Revignano d'Asti, lo stesso paese dove, più di ottant'anni fa, una bambina di due anni e un coetaneo di nome Fabrizio cominciarono a inseguirsi tra i campi e a volare sull'altalena. Lui si sarebbe chiamato, un giorno, Fabrizio De André.
"Quale sarà la mano che ti accende e ti spegne / ho visto Nina volare tra le corde dell'altalena / un giorno la prenderò come fa il vento alla schiena / e se lo sa mio padre dovrò cambiar paese..."
Fabrizio De André, genio musicale andato via troppo presto, lasciando orfane della sua poesia generazioni intere, scrisse questi versi nel 1996 per l'album Anime Salve, frutto della collaborazione con Ivano Fossati. Non tutti sanno — anche se se ne è parlato molto — che quella Nina ha un nome e un cognome precisi: Giovanna Manfieri, nata proprio il 13 marzo 1940 a Revignano d'Asti, dove ha sempre vissuto, alla Cascina dell'Orto.
Una cascina, una guerra, un'amicizia
Era il 1942 quando la famiglia De André lasciò Genova e si rifugiò nel Monferrato astigiano. Il professor Giuseppe De André era ricercato dai fascisti per aver dato rifugio ad alcuni studenti ebrei nella sua scuola: arrivò alla Cascina dell'Orto con la moglie Luisa, i figli Mauro e il piccolo Fabrizio — detto Bicio — la madre e la suocera. Accanto a loro vivevano già i Manfieri: Pasquale, la moglie Eugenia e la piccola Nina, due anni come Bicio, che sarebbe cresciuta con lui diventando la sua inseparabile compagna di giochi.
"Io, Mauro e Fabrizio eravamo gli unici bambini, quindi fu naturale diventare compagni di giochi", ha raccontato Nina alla pagina Faber nostrum. "Ben presto rimanemmo solo io e Bicio. Suo fratello era più grande, molto riservato e solitario, noi invece eravamo due zingarelli scalmanati che passavamo le giornate all'aria aperta a correre tra i campi, a fare scherzi, a giocare con gli animali, e ad andare sull'altalena: era il nostro gioco di ogni giorno, d'estate."
Quegli anni di libertà contadina e scoperta del mondo plasmarono profondamente la sensibilità del futuro cantautore, accendendo in lui l'amore per la natura, per gli animali, per la vita semplice e autentica. I De André lasciarono Revignano solo nel 1950, quando Fabrizio aveva dieci anni.
Quarant'anni di silenzio, poi quella porta che si apre
Per decenni Nina rimase alla Cascina dell'Orto — si sposò, ebbe due figli, seguì da lontano la crescita del suo "amichetto" in un personaggio celebre — convinta che lui l'avesse dimenticata. Fino al 20 settembre 1997, quando il marito le disse quelle parole che le cambiarono il pomeriggio: "C'è De André alla porta".
"Fabrizio era lì, quarant'anni dopo", ha raccontato Nina. "L'idea che mi ero fatta di lui negli anni era che, diventato una celebrità, fosse cambiato, fosse diventato un signore sofisticato, ed invece l'uomo che mi trovai davanti era la persona più semplice e alla mano che potessi immaginare. Tornammo indietro nel tempo, a quei due bambini che non ci avevano mai abbandonato ed erano rimasti dentro di noi in attesa del giorno in cui ci saremmo rivisti."
Insieme rivisitarono ogni angolo di quell'infanzia: la casa, il portico, la sorgente, il pozzetto delle salamandre dove da bambini passavano i pomeriggi interi per poi tornare a casa con l'acqua fresca. Fabrizio fumava una sigaretta dietro l'altra — quelle non le avrebbe mai abbandonate — e quando Nina gli chiese perché non fosse tornato prima, lui non diede una vera risposta. Poi, prima di congedarsi, le disse: "Ti ho ricordata in una canzone".
La canzone era Ho visto Nina volare, uscita l'anno prima. Il figlio di Nina l'aveva intuito già al primo ascolto, vedendo il videoclip: quella canzone era dedicata a sua madre.
La voce che resta
Pochi mesi dopo quella visita a Revignano, l'11 gennaio 1999, Fabrizio De André morì. Aveva 58 anni. Ma la sua voce continua a portare Nina sull'altalena ogni volta che la canzone risuona — in una radio, in un concerto, in un film — raggiungendo orecchie che non sapranno mai il nome di questa donna straordinaria di Revignano d'Asti che oggi compie 86 anni.
Tanti auguri di buon compleanno a Nina Manfieri, anche dalla redazione de La Voce di Asti.






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