La Giornata mondiale dell’acqua, in programma domenica 22 marzo, riporta l'attenzione sulla gestione delle risorse idriche e sull'impatto economico per le famiglie. In Piemonte, la spesa media per la bolletta dell’acqua nel 2025 ha raggiunto i 467 euro, segnando un incremento del 4,1% rispetto all'anno precedente. Nonostante il rialzo, la regione si mantiene al di sotto della media nazionale, che si attesta a 528 euro con aumenti ben più marcati in altre aree del Paese.
All’interno del panorama regionale, emerge con forza il primato di Asti per quanto riguarda l’efficienza delle infrastrutture. Secondo i dati del XXI Rapporto sul servizio idrico integrato, curato dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, il capoluogo astigiano vanta la minore dispersione idrica del Piemonte, con una quota di perdite ferma al 19,2%. Si tratta di un risultato d’eccellenza che distacca nettamente la media regionale del 29,1% e appare quasi miracoloso se confrontato con il dato nazionale, dove lo spreco di risorsa idrica lungo la rete raggiunge il 42,4%.
Al polo opposto della classifica regionale si colloca Verbania, dove le perdite idriche raggiungono il 43%, una criticità che vede quasi la metà dell'acqua immessa nelle tubature andare dispersa prima di raggiungere i rubinetti. Sul fronte dei costi diretti per i cittadini, la situazione piemontese appare estremamente eterogenea. Se Verbania e Novara risultano i capoluoghi più economici con una spesa di 405 euro annui per una famiglia tipo, Biella si conferma la città più onerosa con una bolletta media di 532 euro, seguita da vicino da Torino a quota 530 euro.
L'indagine ha analizzato le tariffe applicate in tutti i capoluoghi basandosi su una famiglia composta da tre persone con un consumo annuo di 182 metri cubi. Tuttavia, adottando comportamenti più virtuosi e riducendo il consumo a 150 metri cubi, le famiglie piemontesi potrebbero vedere la spesa scendere a una media di 376 euro, ottenendo un risparmio significativo di circa 91 euro. Un aiuto arriva anche dal bonus sociale idrico, che garantisce uno sconto medio annuo di 115 euro per i nuclei familiari in condizioni di disagio economico.
Mentre l'Italia affronta rincari pesanti, come dimostrano i casi di Frosinone, dove si sfiorano i mille euro annui, o gli incrementi record registrati in Molise, il Piemonte cerca di contenere i costi puntando sull'ammodernamento delle reti. In questo contesto, il modello di gestione di Asti rappresenta l'obiettivo a cui tendere per garantire la sostenibilità di una risorsa sempre più preziosa e limitata.














