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Agricoltura | 14 marzo 2026, 16:00

Canelli porta in Consiglio tracciabilità dei prodotti e OGM

Approvato un ordine del giorno per rivedere le norme sull’origine dei prodotti alimentari. Nel dibattito anche le nuove tecniche genomiche e la proposta di dichiarare la città “libera da OGM”

Canelli porta in Consiglio tracciabilità dei prodotti e OGM

L’ultimo Consiglio comunale di Canelli ha avuto tra gli ordini del giorno due punti legati alla tracciabilità dei prodotti e al tema, ancora molto controverso, delle tecniche di modifica genetica nelle coltivazioni, entrambi oggetto di dibattito a livello europeo.

Origine dei prodotti e tracciabilità: regole più chiare in Europa contro l’ambiguità dell’identificazione

Dopo Nizza Monferrato, anche a Canelli si parla di tracciabilità completa dei prodotti. Il fine? Una revisione delle norme che stabiliscono l’origine dei prodotti agricoli e alimentari. Questo è quanto presentato dall’ordine del giorno illustrato dall’assessore all’Ambiente Claudio Riccabone, che ha proposto l’avvio di un’iniziativa istituzionale per modificare l’attuale disciplina sull’origine doganale delle merci per “garantire trasparenza e una corretta informazione ai consumatori”.

A oggi, infatti, la normativa doganale consente che un alimento venga considerato originario di un determinato Paese anche quando solo l’ultima parte del processo produttivo avviene in quel territorio. Per questo motivo, viene impegnato il sindaco affinché si attivi nei confronti dell'Associazione Nazionale Comuni d'Italia, sensibilizzando anche i parlamentari europei eletti nella circoscrizione di riferimento, “affinché sia avviata la procedura di modifica della disciplina del codice doganale”, sottolinea Riccabone, promuovendo la questione nelle sedi istituzionali comunitarie e presso il Comitato europeo delle Regioni.

OGM e nuove tecniche genomiche: valutata la linea della prudenza

Un ulteriore sguardo all'Europa è stato dato, discutendo delle normative sugli Organismi geneticamente modificati (OGM). In particolare, il Consiglio ha trattato una proposta per promuovere politiche agricole contrarie alla sperimentazione e alla coltivazione di organismi ottenuti tramite manipolazione genetica, prendendo in considerazione anche le nuove tecniche di modifica del genoma, note come NGT (New Genomic Techniques) o TEA.

Proprio i cosiddetti TEA, infatti, oggi dividono l’opinione a livello comunitario tra chi li reputa strumenti più mirati e simili a processi naturali di selezione, intervenendo su geni già presenti nella pianta, e tra chi sottolinea che si tratti comunque di manipolazioni genetiche e che richiedano valutazioni ugualmente rigorose. Secondo quanto spiegato dall’assessore Riccabone, “l'approvazione del nuovo regolamento europeo potrebbe eliminare l'obbligo di valutazione del rischio e di etichettatura, creando problemi all'agricoltura tradizionale e biologica”. La preoccupazione risiede nel rischio di generare fenomeni di contaminazione tra coltivazioni e mettere in crisi sistemi produttivi consolidati. Pensiamo, ad esempio, alla viticoltura.

Da qui la proposta di rendere Canelli un “Comune libero da OGM”, includendo sia le tecniche tradizionali sia le nuove forme di editing genetico. Si prevede anche l'avvio di campagne di informazione sui possibili rischi legati al consumo di prodotti ottenuti da organismi geneticamente modificati.

La mancanza di dati assoluti resta, però, una criticità importante. Un elemento non da poco che ha portato la minoranza ad astenersi dal voto: “Noi siamo assolutamente contrari agli OGM e favorevoli al divieto di utilizzo degli stessi - ha sottolineato il consigliere del gruppo Per la tua Canelli Alessandro Rosso - ma non abbiamo ancora una prova concreta che anche i prodotti di queste tecniche siano da considerarsi OGM”.

Proprio per questo, anche la consigliera Annalisa Conti ha dichiarato l’astensione del gruppo Prima Canelli, sottolineando la presenza di eterogeneità di pensiero tra i piccoli agricoltori e la difficoltà dell’argomento che non permette di prendere coscientemente una posizione definitiva in mancanza di elementi evidenti.

Nel corso del dibattito il vicesindaco Mauro Stroppiana ha posto l'attenzione sul principio di prudenza, ritenuto un riferimento condivisibile quando la ricerca scientifica non offre ancora risultati definitivi. Il tema della deregolamentazione e dell’etichettatura degli organismi geneticamente modificati resta infatti un aspetto delicato all'interno delle politiche europee.

Francesco Rosso

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