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Agricoltura | 24 aprile 2026, 10:05

Peste suina africana, Confagricoltura Piemonte: “Risultati importanti, ora rafforzare il contenimento lungo i confini”

Il comparto suinicolo regionale vale oltre 300 milioni di euro all’anno

Peste suina africana, Confagricoltura Piemonte: “Risultati importanti, ora rafforzare il contenimento lungo i confini”

Confagricoltura Piemonte esprime apprezzamento per il lavoro svolto dalla Regione Piemonte e dal commissario straordinario nella gestione dell’emergenza Peste suina africana, che ha consentito finora di contenere la diffusione del virus e di salvaguardare le principali aree produttive della suinicoltura piemontese. “Il Piemonte – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia – ha dimostrato che un’azione coordinata tra istituzioni, servizi veterinari e mondo agricolo può produrre risultati concreti. Le aziende e gli allevatori hanno fatto la loro parte, investendo in misure di biosicurezza e contribuendo a mantenere sotto controllo una situazione complessa”.

Un comparto da oltre 300 milioni di euro

Il comparto suinicolo regionale rappresenta un segmento rilevante dell’economia agricola piemontese, con circa 1.200 allevamenti e una produzione lorda vendibile all’origine valutata in oltre 300 milioni di euro annui. Un sistema produttivo strettamente collegato alle filiere di qualità e alla trasformazione industriale. “Il riconoscimento di ampie aree quali zone indenni – aggiunge Allasia – è un passaggio importante per la continuità delle attività. Il riemergere di focolai nelle aree di confine conferma che il rischio resta elevato e richiede un’azione ancora più incisiva”.

Rafforzare la collaborazione interregionale

Confagricoltura Piemonte condivide la richiesta del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dell’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni di rafforzare la collaborazione interregionale, in particolare con la Liguria, per il contenimento della popolazione di cinghiali lungo il corridoio appenninico. “La gestione della fauna selvatica – sottolinea Allasia – è un aspetto fondamentale. Serve un’azione continuativa e coordinata di riduzione della presenza dei cinghiali, insieme al rafforzamento delle attività di sorveglianza e prevenzione. Gli allevamenti piemontesi rappresentano una filiera strategica che va tutelata con strumenti adeguati e con un impegno costante nel tempo”.

Mantenere alta l’attenzione sulla biosicurezza

Confagricoltura ribadisce infine la necessità di mantenere alta l’attenzione su tutte le misure di biosicurezza e di sostenere le imprese agricole coinvolte, consolidando un sistema di prevenzione che ha dimostrato la propria efficacia ma che richiede continuità e responsabilità condivisa.

Redazione

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