Una giornata di confronto sulle prospettive della nuova politica agricola comune ha riunito al Grattacielo della Regione Piemonte oltre 300 tra amministratori, esperti, rappresentanti istituzionali e associazioni di categoria. Il seminario “Futura Pac. La Pac post-2027 alla prova dei fatti”, organizzato da Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta con il supporto di Crea e Rete Rurale Pac, è stato il primo di quattro incontri itineranti previsti nei prossimi mesi.
A presiedere i lavori l’assessore regionale Paolo Bongioanni, che ha rilanciato la disponibilità del Piemonte a guidare il coordinamento delle Regioni del Nord-Ovest nel confronto con il Ministero e con l’Unione europea. "Nella marcia di avvicinamento e messa a punto della nuova Pac - annuncia l’assessore - il Piemonte è disponibile a guidare il coordinamento delle Regioni del Nord-Ovest".
Il nodo della governance
Al centro del dibattito, il rischio di un ridimensionamento del ruolo delle Regioni nella futura programmazione. La proposta della Commissione europea di un fondo unico che accorpi le diverse risorse, come Feaga e Feasr, potrebbe infatti spostare il baricentro decisionale.
"Si fa concreto il rischio che il ruolo delle Regioni venga decisamente ridimensionato", ha sottolineato Bongioanni, evidenziando la necessità di rafforzare la governance multilivello per evitare un accentramento e un aumento della burocrazia europea.
Risorse e incognite della nuova pac
Tra le principali criticità emerse, anche la dotazione economica. La nuova Pac potrà contare su 294 miliardi di euro, in calo rispetto ai 387 miliardi del periodo 2023-2027. Per l’Italia la stima è di circa 41 miliardi, destinati in larga parte al sostegno del reddito degli agricoltori e allo sviluppo rurale.
L’integrazione nei cosiddetti Piani di partenariato, che unificheranno i fondi europei, introduce inoltre una governance complessa, con il coinvolgimento di più ministeri e il rischio di un coordinamento difficoltoso.
Giovani e futuro dell’agricoltura
Altro tema centrale, il ricambio generazionale. Il direttore Agricoltura della Regione Piemonte Paolo Balocco ha evidenziato le criticità legate all’accesso dei giovani al settore. "Rischiamo un’agricoltura che non avrà più agricoltori", ha spiegato, sottolineando come non basti incentivare economicamente l’avvio di nuove imprese senza garantire servizi e infrastrutture adeguate.
La prospettiva indicata è quella di un modello integrato che colleghi produzioni di qualità, turismo ed enogastronomia, creando condizioni realmente sostenibili per l’insediamento dei giovani.
Il confronto con istituzioni e settore
All’incontro hanno partecipato anche rappresentanti della Commissione europea, tra cui il Capo unità Filip Busz, oltre agli assessori delle Regioni coinvolte e, in collegamento, il ministro Francesco Lollobrigida. Presenti inoltre le principali organizzazioni agricole e numerosi enti del settore.
"Abbiamo affrontato aspetti tecnici e approfondito dettagli sulla futura politica agricola comune", ha concluso Balocco, evidenziando come le criticità emerse saranno riportate alla Commissione per ulteriori approfondimenti.



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