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Sanità | 25 marzo 2026, 12:51

Sanità piemontese, i sindacati diffidano la Regione: "Silenzio inaccettabile su assunzioni e riorganizzazione"

Cisl, Fials, Nursind e Nursing Up denunciano lo stallo dei tavoli di confronto e la "gestione unilaterale" delle Asl: "Se non riceveremo risposte, pronti alla mobilitazione"

Immagine generica di archivio

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Sale altissima la tensione tra i sindacati del comparto sanità e l'assessorato regionale piemontese. Le organizzazioni sindacali Cisl Fp, Fials, Nursind e Nursing Up hanno inviato una diffida ufficiale ai vertici della Regione Piemonte, denunciando con forza il totale stallo del confronto su temi considerati cruciali sia per la salute dei cittadini che per le condizioni di lavoro degli operatori.

"Siamo di fronte a una gestione unilaterale", accusano i rappresentanti dei lavoratori. "Mentre la Regione ignora le nostre richieste di confronto, le Aziende Sanitarie procedono in ordine sparso, creando disparità e caos organizzativo".

I quattro nodi critici

La diffida inviata dalle sigle sindacali individua quattro pilastri fondamentali su cui, denunciano i rappresentanti, è calato un silenzio "inaccettabile":

Pnrr, aggregazioni e scorporo di presidi: la riorganizzazione dei servizi territoriali (legata ai fondi del Pnrr per le Case e gli Ospedali di Comunità) sta procedendo "a fari spenti". I sindacati temono lo spettro delle esternalizzazioni e denunciano l'incertezza su come verranno reperiti i professionisti necessari. Anche le fusioni o gli scorpori di presidi ospedalieri stanno avvenendo senza trasparenza sugli effetti per il personale e i servizi.

Prestazioni aggiuntive: mentre il tavolo di confronto regionale è fermo al palo, le singole Asl e Ao hanno già iniziato a muoversi in autonomia, ma con il grande problema della carenza di fondi. I sindacati ritengono inaccettabile procedere senza un accordo quadro che garantisca risorse e criteri condivisi in tutto il Piemonte.

Emergenza 118: il tavolo tecnico sulla riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza e sul delicato tema del superamento dell'attuale convenzione è stato bruscamente interrotto, lasciando i lavoratori senza risposte sul loro futuro occupazionale e sull'efficienza stessa del sistema di soccorso.

Blackout sui dati occupazionali: da settembre la Regione non fornisce aggiornamenti ufficiali sulle carenze di organico. "Senza numeri certi sul personale, ogni piano di potenziamento del Sistema Sanitario Regionale risulta inadeguato" sottolineano i sindacati, puntando il dito in particolare sulla gravissima carenza infermieristica, un problema strutturale "che non può essere risolto con ipotetici infermieri presi da altri Paesi".

"Grave mancanza di rispetto, pronti alla lotta"

Le segreterie regionali guidate da Alessandro Bertaina (Cisl Fp), Francesco Coppolella (Nursind), Daniele Baldinu (Fials) e Claudio Delli Carri (Nursing Up) non usano mezzi termini: l'interruzione dei tavoli negoziali rappresenta per loro una grave mancanza di rispetto verso i lavoratori, soprattutto a fronte della disponibilità dimostrata a voler affrontare i problemi endemici della sanità piemontese.​

L'ultimatum è chiaro: "Se non riceveremo una convocazione immediata e risposte concrete su questi punti saremo costretti a intraprendere ogni iniziativa di lotta necessaria". Il preavviso di mobilitazione è dunque ufficialmente sul tavolo dell'assessorato.

Redazione

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