In Italia gli spazi verdi e gli impianti sportivi nelle scuole restano troppo pochi e spesso poco utilizzati, incidendo sul benessere e sulla socialità di studenti e studentesse. A evidenziarlo sono i dati del 25esimo rapporto “Ecosistema Scuola” di Legambiente, diffusi in occasione della 27esima edizione della campagna “Nontiscordardimé - La scuola si fa bella”, in programma il 27 e 28 marzo.
Secondo il report, il 64,4% degli istituti dispone di aree verdi, ma solo il 38,9% le utilizza per la didattica all’aperto. Ancora più limitata la presenza di impianti sportivi: appena il 50,2% degli edifici scolastici ne è dotato, e nel 40% dei casi non sono accessibili fuori dall’orario scolastico. Una situazione che, sottolinea Legambiente, rischia di trasformare opportunità educative fondamentali in un privilegio per pochi.
La campagna e il coinvolgimento nazionale
In questo contesto si inserisce la campagna “Nontiscordardimé”, iniziativa di volontariato ambientale dedicata alla riqualificazione degli spazi scolastici, realizzata quest’anno in partnership con Hilti. L’edizione 2026 coinvolge 145 iniziative in 17 regioni, con la partecipazione di 24.822 studenti e studentesse di 1.182 classi, insieme a insegnanti, famiglie ed enti locali.
Le attività previste spaziano dalla cura del verde alla realizzazione di orti didattici, fino alla tinteggiatura di aule e corridoi, con l’obiettivo di rendere gli ambienti scolastici più accoglienti, sostenibili e partecipati. Novità di quest’anno è il “Patto di Cura”, un impegno simbolico con cui ogni classe si assume la responsabilità di mantenere nel tempo gli spazi rigenerati.
Le criticità e le richieste
“L’accesso agli spazi verdi e agli impianti sportivi è ancora troppo limitato”, sottolinea Claudia Cappelletti, responsabile scuola di Legambiente. “Una carenza che pesa sul benessere quotidiano di studentesse e studenti e sulla qualità della loro esperienza educativa”.
La campagna, prosegue, punta a restituire cura, bellezza e funzionalità agli spazi comuni, ma non può sostituire interventi strutturali: “È fondamentale che la politica garantisca investimenti stabili per la rigenerazione delle scuole e per assicurare ovunque aree attrezzate per la didattica all’aperto e impianti sportivi realmente accessibili”.
L’associazione rilancia così la necessità di un piano nazionale di manutenzione e rigenerazione, capace di rendere le scuole luoghi più inclusivi e centrali nella vita delle comunità, soprattutto nei territori più fragili.














