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Sanità | 29 marzo 2026, 10:23

Salvato dai medici delle Molinette, a un anno dal trapianto di cuore corre la Mezza Maratona di Torino

49enne runner amatoriale è tornato ad allenarsi dopo l'operazione: "Partecipare a questa gara significa chiudere il cerchio"

Salvato dai medici delle Molinette, a un anno dal trapianto di cuore corre la Mezza Maratona di Torino

Tutto inizia proprio un anno fa. Era una corsa come tante altre. Dieci chilometri, il ritmo abituale, il respiro cadenzato. Poi, all’improvviso, un dolore al petto. Un segnale breve, apparentemente innocuo. Ma era l’inizio di qualcosa che avrebbe cambiato tutto. Nel giro di pochi giorni, le condizioni di Damiano, 49 anni, runner amatoriale, precipitano. La diagnosi è severa: miocardite fulminante a cellule giganti. Una malattia mortale perché il cuore non riesce più a sostenere il corpo ed il tempo diventa un fattore critico.

Trasferito d’urgenza all’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, Damiano attraversa le fasi più delicate del suo percorso: inizialmente seguito in Unità di Terapia Intensiva Coronarica (coordinata dal dottor Simone Frea della Cardiologia Universitaria del professor Gaetano Maria De Ferrari), viene quindi trasferito in Terapia Intensiva della Cardiochirurgia (coordinata dalla dottoressa Anna Trompeo di Anestesia e Rianimazione 1 del professor Luca Brazzi), dove le sue condizioni peggiorano rapidamente fino a richiedere il supporto con ECMO: una macchina che tiene in vita mentre l’équipe medica combatte contro il tempo. La situazione è estrema: viene inserito in lista trapianto in urgenza nazionale.

Eppure, anche nei momenti più difficili, Damiano non si arrende. Ancora allettato, collegato all’ECMO, comprende istintivamente che restare immobile non è un’opzione. Inizia a muoversi, a esercitare i muscoli, a sedersi, a provare a stare in piedi. Cade, si rialza, ci riprova. Ogni piccolo gesto è una sfida alla malattia, un passo verso la vita.

“Dopo otto giorni di supporto con ECMO è arrivata la svolta: nella notte si è reso disponibile un cuore compatibile” — ricorda il professor Massimo Boffini, che ha eseguito l’intervento insieme alla dottoressa Erika Simonato — “le condizioni erano estremamente critiche, ma proprio in questi casi il trapianto rappresenta l’unica possibilità concreta di sopravvivenza. L’intervento è stato complesso, ma è andato bene ed ha permesso di dare a Damiano una nuova possibilità di vita.”

Il decorso post-operatorio prosegue per il meglio fino al trasferimento all’IRCCS Fondazione Maugeri di Veruno per la riabilitazione, sotto il controllo del dottor Massimo Pistono. Ma la vera sfida inizia dopo. La ripresa è lunga, impegnativa. Il corpo deve imparare di nuovo a muoversi, a fidarsi, a spingersi oltre. E Damiano non si ferma mai. Cammina, si allena, insiste. Torna al lavoro. Poi, un giorno, torna a correre. All’inizio pochi passi. Poi chilometri. Sempre di più. Damiano ha ripreso ad allenarsi anche insieme ad alcuni medici dell’équipe del professor Mauro Rinaldi, in particolare con il dottor Matteo Giunta.

Oggi, a un anno dal trapianto, Damiano si prepara a correre la Mezza Maratona di Torino, proprio il 19 aprile, in concomitanza con la Giornata Nazionale per la Donazione e il Trapianto di organi e tessuti 2026. Con lui correranno anche i medici delle Molinette per testimoniare tutti insieme come l’attività fisica sia uno strumento fondamentale per la salute. Con la sua storia Damiano testimonia la possibilità di tornare ad una vita normale dopo un trapianto, anche grazie allo sport. Si tratta di un traguardo importante per una persona che ha avuto la sua esperienza e conferma l’importanza dello sport a livello terapeutico.

“Per me ritornare a correre e partecipare a questa gara” - dichiara Domenico - “significa chiudere il cerchio che si era aperto proprio un anno fa”.

“Non è solo una gara: è un simbolo potente, un ringraziamento silenzioso, un messaggio che attraversa ogni chilometro, proprio quando festeggiamo il traguardo dei 1300 trapianti” – commenta il professor Mauro Rinaldi – “Il nostro Centro ha saputo evolversi nel tempo, segnando tappe importanti nella Medicina dei Trapianti sia a livello nazionale che internazionale”.

“Ancora una volta il mio pensiero va a tutti i pazienti che vivono le loro fragilità all’interno dei nostri ospedali e a tutti gli operatori che li accolgono e li assistono in maniera amorevole. La storia di Damiano è davvero incredibile perchè in un solo anno, dopo un trapianto di cuore, è tornato ad una vita normale ed è ora pronto per affrontare la Mezza Maratona di Torino insieme ai nostri professionisti che lo hanno accolto e curato a 360° e che ora lo accompagnano in questo evento podistico" dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

Una storia di medicina, certo. Ma soprattutto una storia di volontà, di resilienza e del valore inestimabile della donazione. Perché a volte, per ricominciare, serve un cuore nuovo… e qualcuno che abbia scelto di donare.

Al Centro di Trapianto di Cuore e di Polmone dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, diretto dal professor Mauro Rinaldi, si celebra in questi giorni un traguardo storico: 1300 trapianti eseguiti dall’inizio dell’attività. Un numero che racconta esperienza, organizzazione e vite salvate. L’attività di trapianto cardiaco è iniziata nel 1990, mentre il primo trapianto di polmone è stato effettuato nel 1993. Da allora il Centro ha conosciuto una crescita costante, sia in termini di volumi sia per l’innovazione clinica e tecnologica introdotta nel corso degli anni. Dei 1300 totali, finora sono stati 800 i trapianti di cuore (dei quali 17 combinati) e 500 quelli di polmone (dei quali 169 polmone singolo, 313 polmone doppio e 18 combinati).

L’attività del Centro ha consolidato posizioni di rilievo nel panorama nazionale del trapianto cardiaco e del trapianto polmonare, distinguendosi per risultati clinici, complessità dei casi trattati e sviluppo di programmi innovativi, come ad esempio i trapianti multiorgano (cuore - polmoni, cuore – fegato, etc...).

Un ulteriore contributo a questi risultati deriva dalla collaborazione tra Fondazione DOT – Donazione Organi Trapianti (ente non profit fondato dalla Città della Salute, Città di Torino, Regione Piemonte, Università e Politecnico, che promuove la ricerca scientifica nell’ambito della medicina dei trapianti e la cultura della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule) e Reale Foundation, la Fondazione Corporate di Reale Group, impegnata nel sostegno a iniziative ad alto impatto sociale, in linea con i valori mutualistici del Gruppo e con una visione di sviluppo sostenibile e inclusivo.

La collaborazione tra le due organizzazioni si concretizza nel progetto triennale ITT - InnovaTrapianto a Torino, che mira a rafforzare l’eccellenza della medicina dei trapianti attraverso l’introduzione di tecnologie avanzate a supporto dei centri trapianto di Città della Salute.

Nel 2025 il progetto ha consentito di dotare il Centro Trapianti di Cuore e Polmone di nuove strumentazioni: un ecografo di ultima generazione Esaote MyLab X8 e XP per il monitoraggio dei pazienti immunodepressi dopo il trapianto e 9 kit del sistema PerTravel per il trasporto avanzato degli organi (cuore).

comunicato stampa

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