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Attualità | 04 aprile 2026, 11:31

Trasporto ferroviario in tilt, il Comis porta in Regione le proteste dei pendolari piemontesi

Oltre settemila firme depositate in commissione Trasporti per chiedere treni moderni, orari pre pandemia e stazioni finalmente accessibili

Trasporto ferroviario in tilt, il Comis porta in Regione le proteste dei pendolari piemontesi

Il grido d'allarme dei viaggiatori piemontesi approda ai vertici regionali. Al centro del dibattito c'è il Comis, il Comitato mobilità integrata sostenibile, che ha recentemente illustrato le enormi criticità del sistema ferroviario locale durante un'audizione in seconda commissione. Accompagnato da Fulvio Bellora, il primo firmatario della petizione popolare Claudio Menegon ha messo sul tavolo le istanze quotidiane di chi vive sui binari, supportato dalla forza di oltre settemila firme raccolte in tutto il territorio.

Le richieste dei pendolari e le carenze dei convogli

Il messaggio portato dalle associazioni è nitido e non ammette sconti: "Il trasporto ferroviario ha necessità di avere del materiale rotabile moderno e adeguato alle esigenze, manutenuto correttamente e gli utenti del servizio devono poter essere supportati da una comunicazione più efficace". Tra le priorità assolute spicca la richiesta di ripristinare le linee soppresse durante l'emergenza sanitaria e l'orario antecedente al 2020. Gli auditi hanno denunciato la presenza di mezzi obsoleti e inadeguati per le tratte più frequentate, che generano un sovraffollamento inaccettabile nelle fasce di punta. A questo si aggiungono disagi che sembrano banali ma pesano enormemente sulla qualità del viaggio, come i servizi igienici guasti che costringono i passeggeri a scendere nelle stazioni, o la mancanza di prese elettriche e di una climatizzazione funzionante.

L'importanza vitale di una comunicazione efficace

Un altro tasto dolente affrontato dal Comis riguarda la gestione delle emergenze e l'informazione all'utenza. I rappresentanti hanno evidenziato la necessità di potenziare i sistemi comunicativi, sia a bordo che a terra, per evitare la totale confusione in caso di ritardi e cancellazioni. Pannelli spenti, annunci discordanti rispetto alle applicazioni e scarsa assistenza trasformano spesso il viaggio in un'odissea, specialmente durante gli scioperi, quando i disagi si trascinano ben oltre la conclusione dell'agitazione sindacale. Proprio per monitorare questi aspetti, il comitato ha ribadito l'utilità degli incontri semestrali con Trenitalia, Rfi e l'Agenzia della mobilità piemontese.

L'appoggio politico e la visione per il futuro

All'incontro, presieduto dal presidente Mauro Fava, hanno preso parte diversi consiglieri di vari schieramenti, tra cui gli esponenti di maggioranza e opposizione. Sulla questione sono intervenuti con fermezza Nadia Conticelli, vicepresidente della commissione Trasporti, e il consigliere Alberto Avetta. Gli esponenti politici hanno ribadito in una nota congiunta: "L'audizione del Comis conferma la necessità di un monitoraggio ad ampio raggio sui servizi della rete dei trasporti piemontese". Un impegno che si tradurrà a breve nell'attivazione di specifiche commissioni, pensate per affrontare la programmazione in modo concreto. La loro riflessione si chiude con un monito severo sulle finalità del servizio: "Riteniamo che il trasporto pubblico debba rappresentare il servizio di qualità migliore e più efficiente per spostarsi, non l'ultima spiaggia di chi non ha alternative".

Redazione

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