Sabato 11 aprile alle ore 17.30, la Casa del Popolo di via Brofferio 129 ad Asti ospiterà l’iniziativa “Cantiere per una città diversa”. “Nessun comizio: solo tanto lavoro”, si legge nel manifesto dell’evento promosso da Uniti si uò, Ambiente Asti e Verdi che apriranno un ragionamento di programma della coalizione improntato alla discontinuità con i dieci anni della Giunta Rasero.
L’opposizione si prepara alle elezioni
In questi anni abbiamo cercato di portare avanti il programma elettorale dai banchi dell’opposizione, vigilando sull’operato della giunta e combattendo battaglie importanti, dal Maina a Konecta sino a Collina Volta. “Una cosa è chiara: questa città ci fa battere il cuore, e le prossime elezioni bisogna vincerle”. A differenza di quanto accaduto negli ultimi nove anni con un one man show, la coalizione si sente “megafoni di un programma elettorale nato dal basso, costruito e condiviso”. Ecco perché la presenza dei cittadini è fondamentale: “la città è nelle tue mani”.
Le criticità e le due parole chiave: costruzione e discontinuità
Secondo gli organizzatori, “non è tutto oro ciò che luccica”. La mancanza di risorse, l’assenza di una dirigenza comunale adeguata, un quadro legislativo vincolante e la difficoltà di far prevalere idee innovative forti rischiano di imporre a una nuova giunta un percorso in continuità con il passato. A queste problematiche oggettive si aggiunge il fatto che la parte della coalizione centrista avrebbe il solo scopo di sostituire una parte di personale politico con il proprio, risultando disponibile a “invasioni di campo da parte di chi, in questi anni, ha distrutto la città” (con un riferimento ai parcheggi blu in piazza del Palio e al Mercato). Le due parole chiave dell’iniziativa sono quindi costruzione e discontinuità.
I tavoli di lavoro
Ogni tavolo sarà moderato da un professionista del settore, ma il protagonista sarà il cittadino, chiamato a creare il programma insieme alla coalizione. Ecco i temi affrontati:
Urbanistica e territorio: occorre delineare un’urbanistica cittadina non più improntata su varianti parziali ma su un disegno che, partendo dai punti critici, disegni la città del futuro. Si parla di abbattimento di alcuni Contenitori, rigenerazione urbana delle periferie per rispondere al bisogno di casa senza consumo di suolo, e interventi decisi sulla viabilità cittadina oggi “terribilmente compromessa da scelte sbagliate e mancanza di pianificazione”. Tra Corso Gramsci, Piazza Alfieri e Corso Savona, “questa giunta ha intasato terribilmente il traffico urbano” e ha creato problemi laddove non c’erano, per poi sventolare la tangenziale come soluzione. La domanda è: “Come si ridisegna il traffico cittadino?”
Lavori pubblici: è possibile pensare a un sistema con le imprese locali basato su outsourcing che consenta di intervenire sia nelle emergenze sia nell’ordinario (esclusi i grandi interventi), evitando progetti che costano il 20% degli importi e gare che allungano i tempi?
Aziende multiservizi: ai cittadini interessa che si abbassi finalmente la TARI (la più alta del Piemonte). Come è possibile farlo garantendo un servizio ambientalmente valido? E come potenziare i trasporti? Come evitare, con il gestore unico, l’aumento del costo idrico?
Banca: è l’unica azienda del territorio che dà ancora lavoro a centinaia di persone. Si chiede una visione futura e un trampolino di rilancio per la città.
Cultura: Asti non ha nulla da invidiare a città limitrofe, né dal punto di vista storico-artistico, né di offerta formativo-scolastica, né come tradizioni e manifestazioni territoriali. La cultura è aggregazione, accessibilità ai luoghi di studio e svago a prezzi calmierati e Università.
Sicurezza, inclusione, disagio giovanile: creare le condizioni per una rete di soggetti istituzionali (Comune, Scuola, ASL, Associazionismo) che affronti il problema. “Abbiamo sentito per anni parlare di sicurezza, ma mancano le basi: strade buie, carenza di presidi sociali e del personale”. Serve una maggior sinergia che vada oltre il populismo.
La città di tutti: una città che investe in cultura diffusa, accesso ai libri e spazi di conoscenza aperti a ogni persona; che sostiene concretamente l’autonomia e i diritti delle donne, promuovendo pari opportunità reali; che attiva politiche inclusive per chi è ai margini. “Perché nessuno resti indietro e ogni cittadino sia parte viva della comunità. Una città in cui i giovani non siano solo un elemento marginale, ma i veri motori del cambiamento, senza dover emigrare altrove per cercare il futuro”.
Ambiente e qualità della vita: Asti, pur non essendo una città industriale, è tra le realtà più inquinate d’Italia. È necessario investire sulla mobilità sostenibile, potenziando il trasporto pubblico e le infrastrutture ciclabili, aumentare il numero di alberi e aree verdi, riqualificare i parchi esistenti e crearne di nuovi. La qualità dell’aria e degli spazi urbani deve tornare a essere una priorità amministrativa.
Lavoro e commercio: come far tornare a vivere il commercio al dettaglio, oggi sempre più in difficoltà e progressivamente svuotato? È necessario fermare l’impianto di nuovi ipermercati che impoveriscono il tessuto urbano e penalizzano le piccole attività locali, sostenendo il commercio di prossimità e creando nuove opportunità di lavoro.














