Domenica scorsa, il castello di Costigliole d’Asti ha ospitato il primo Capitolo dell'anno dell'Ordine dei Cavalieri delle Terre di Asti e del Monferrato. La scelta della location ha assunto un profondo valore simbolico: proprio qui, il 17 ottobre 1970, ebbe inizio la storia del sodalizio con l’investitura del primo Gran Maestro, Giovanni Borello.
La giornata si è aperta con una visita guidata alla scoperta delle bellezze architettoniche del maniero, seguita dal momento centrale dell'evento nel sontuoso Salone d’Onore. Davanti a una platea gremita, il Gran Maestro Rolando Doglione ha tracciato le linee guida per il futuro, illustrando una serie di iniziative strategiche. Tra queste spiccano la creazione del nuovo sito web dell'Ordine, l'istituzione di borse di studio destinate alle scuole locali, la pubblicazione di un volume dedicato alle eccellenze del Monferrato e l'organizzazione di serate di degustazione. L'obiettivo dichiarato è quello di rendere l'Ordine un protagonista strutturale della vita sociale e culturale del territorio.
All'evento hanno partecipato attivamente le istituzioni. Il Sindaco di Costigliole, Enrico Cavallero, ha portato i saluti dell’Amministrazione, seguito dall'Assessore Regionale Marco Gabusi, il quale ha confermato l'impegno della Regione Piemonte nel sostenere le attività promosse dai Cavalieri.
Uno dei momenti più solenni è stato l’ingresso di quattro nuovi membri nel sodalizio. Hanno ricevuto il medaglione identificativo Paolo Ruscalla, presidente del Serra Club di Asti, Alberto Viarengo, titolare della società informatica e casa editrice Team Service, Domenico Brosio, medico veterinario e presidente dell'associazione Calabria-Piemonte Insieme, e Giuseppe Graziano, amministratore della F.I.T.E.S. di Collegno. I neo-cavalieri, dopo aver superato il confronto con il mastro di cantina Renato Parisio e lo storiografo Massimiliano Soldati, hanno prestato il giuramento ufficiale.
La cerimonia si è conclusa con la presentazione del Menù d’Autore, impreziosito da un’opera dell'artista Francesco Argirò risalente al 1981 e raffigurante il castello. L'evento si è poi spostato presso un agriturismo in frazione Santa Margherita, in un clima di rinnovata coesione e soddisfazione per il successo di un'iniziativa che rafforza il legame tra i Cavalieri e il tessuto sociale piemontese.














