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Economia e lavoro | 23 aprile 2026, 09:15

Il Turismo DOP valorizza il Piemonte delle eccellenze

Il Turismo DOP valorizza prodotti, territori e filiere certificate, trasformando le eccellenze agroalimentari in esperienze di scoperta. In Piemonte, dove il patrimonio DOP e IGP è ampio e radicato, la cooperazione agricola può rafforzare questo modello mettendo in rete produttori, qualità e comunità locali

Turismo DOP: quando il prodotto diventa racconto del territorio

Il Turismo DOP nasce nel punto d’incontro tra turismo enogastronomico, turismo culturale e turismo sostenibile. È una forma di viaggio che non si limita alla degustazione di un prodotto, ma accompagna il visitatore dentro la storia, il paesaggio, il lavoro agricolo e la comunità che rendono possibile quell’eccellenza.

Al centro ci sono i prodotti agroalimentari a Indicazione Geografica, quindi DOP e IGP, e il ruolo dei Consorzi di tutela e delle imprese delle filiere certificate. Attraverso visite, degustazioni, eventi, itinerari, spazi didattici e attività di valorizzazione, il Turismo DOP permette di conoscere da vicino il legame tra un prodotto e la sua zona d’origine. È un modello che sostiene una fruizione più responsabile dei territori.

Il 2° Rapporto Turismo DOP di Fondazione Qualivita, realizzato in collaborazione con Origin Italia e con il supporto del MASAF, descrive il Turismo DOP come un fenomeno ormai strutturato, analizzato attraverso quattro aree: attività, normativa, studi e dati. Il Rapporto 2026 segnala 667 attività legate al turismo delle Indicazioni Geografiche, promosse da 367 Consorzi di tutela e riferite a 620 prodotti DOP e IGP.

Turismo DOP in Piemonte: una regione tra le più attive

Il quadro nazionale mostra un settore in evoluzione. I fattori determinanti sono la presenza di filiere produttive solide, l’attrattività turistica dei territori e la capacità dei Consorzi di tutela di svolgere un ruolo attivo nella governance locale.

Il Turismo DOP funziona quando imprese, Consorzi, enti locali, associazioni e comunità lavorano insieme. È qui che emerge con forza il valore della cooperazione, intesa come capacità di costruire reti stabili e di trasformare la qualità certificata in occasioni di sviluppo e presidio del territorio.

Il Piemonte si colloca al quinto posto nella classifica regionale del Turismo DOP. La regione, dispone di un patrimonio agroalimentare ampio, riconoscibile e profondamente legato ai territori. Le sue 68 attività censite nel Rapporto Qualivita mostrano una regione già attiva, con un patrimonio DOP e IGP unico e con filiere capaci di dialogare con il turismo.

Il Piemonte vanta un forte legame con le sue eccellenze agroalimentari, che includono il patrimonio enologico e una ricca varietà di formaggi storici, tra cui spiccano il Castelmagno DOP e la Toma Piemontese DOP. A queste si aggiungono altri prodotti di qualità certificata come la Nocciola del Piemonte IGP, il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP, la Mela Rossa Cuneo IGP e il il Salame Piemonte IGP.

Secondo la scheda regionale del Rapporto, l’offerta si distingue in particolare per le numerose degustazioni organizzate dai Consorzi, ma anche per gli spazi didattici, sostenuti dalla rete delle enoteche regionali e da realtà più piccole capaci di raccontare in modo diretto il valore delle produzioni locali.

Turismo DOP e cooperazione: il valore aggiunto per il Piemonte

Per il Piemonte, il Turismo DOP non è solo una leva turistica. È anche uno strumento per rafforzare le filiere agricole, valorizzare il lavoro dei produttori e rendere più leggibile al consumatore il percorso che porta un prodotto dalla terra alla tavola.

In questo senso, la cooperazione agricola può svolgere un ruolo centrale. Le cooperative aggregano produttori, competenze e territori, supportando le imprese agricole nell'inserimento nelle filiere e favorendo la continuità produttiva, anche nelle aree più fragili. In questo modo, esse rendono possibile una narrazione della qualità e raccontano il lavoro collettivo che le sostiene: i soci che condividono strumenti, l'organizzazione delle filiere e la vitalità dei territori, dove l'agricoltura rimane un presidio economico, sociale e culturale.

Il Turismo DOP diventa quindi un’occasione per rafforzare il rapporto tra produttori e consumatori e un modo nuovo per scoprire il Piemonte. Una degustazione, una visita in azienda, un itinerario tra vigne, frutteti, caseifici o cantine possono diventare strumenti concreti per spiegare che cosa significa qualità certificata, perché un territorio incide sulle caratteristiche di un prodotto, quale lavoro c’è dietro una DOP o una IGP. Un viaggio che parte da un prodotto, ma arriva molto più lontano: alla conoscenza dei luoghi e alla consapevolezza che ogni eccellenza nasce da una comunità che la custodisce.

I.P.

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