Un pomeriggio di musica, colori e impegno civile ha animato le strade di Asti nel giorno dell'80° anniversario della Liberazione. L'Assemblea Antifa Asti ha dato vita al proprio corteo del 25 aprile con lo spirito che il titolo della manifestazione sintetizzava perfettamente: "Con amore e rabbia, contro fascismo, guerra e repressione".
Il ritrovo era fissato al Giardino delle Brusaie, all'angolo tra corso Matteotti e via San Francesco, dove prima della partenza del corteo si sono tenute attività e giochi per i più piccoli. Alle 16 il lungo serpentone di partecipanti ha preso vita tra le strade del centro, per concludersi al Boschetto dei Partigiani, dove ad attendere i manifestanti c'erano bar, concerti e banchetti.
"Elio vive nella lotta": il ricordo di un compagno
Tra i momenti più toccanti della giornata, lo striscione scritto a spray in rosso e nero su sfondo bianco che campeggiava sul carro di testa: "Elio vive nella lotta". Un omaggio sentito e collettivo alla memoria di Elio Morelli, militante anarchico astigiano scomparso improvvisamente il 20 settembre 2025 a soli 37 anni.
Attivo da oltre vent'anni nelle lotte sociali ad Asti e non solo, Elio aveva partecipato a un'infinità di iniziative: dalle mobilitazioni studentesche a quelle per la casa, dagli spazi autogestiti alle campagne antifasciste, fino all'impegno contro il genocidio in corso a Gaza, portato avanti fino agli ultimi mesi nonostante i problemi di salute.
La coincidenza con il 25 aprile rendeva il ricordo ancora più carico di significato: proprio un anno fa, con un brutto infortunio al ginocchio, Elio aveva voluto partecipare lo stesso al corteo pomeridiano che aveva contribuito a organizzare, stando seduto sul furgone di testa, allegro e fermo nelle sue convinzioni fino all'ultimo. Oggi i suoi compagni lo hanno ricordato nello stesso posto, nello stesso giorno, con quella scritta che è insieme un saluto e una promessa.
I simboli del corteo
Le immagini del pomeriggio raccontano una manifestazione sentita e partecipata. In testa al corteo spiccava lo striscione rosso che sintetizzava l'anima politica della giornata: "In lotta contro fascismo, guerra e repressione", portato a braccia aperte da decine di partecipanti che avanzavano compatti tra le vie della città.
Sul carro che apriva il corteo campeggiava anche il messaggio del Collettivo Felix Asti: "Disertori di tutte le guerre", decorato con papaveri rossi e affiancato da un cartello che recitava "La chiamano sicurezza, ma significa autoritarismo". Tra le bandiere rosse e anarchiche e i cartelli colorati, non mancavano riferimenti ai conflitti internazionali ancora aperti: uno striscione in giallo e azzurro recitava "Dal Donbass fino al mare", mentre un altro si identificava come "Rigurgito antifascista", a testimoniare quanto la giornata fosse vissuta non come semplice commemorazione storica ma come impegno politico concreto nel presente.
Un 25 aprile che guarda al futuro
La scelta del percorso — dal Giardino delle Brusaie al Boschetto dei Partigiani — non è stata casuale. Partire da un luogo di aggregazione popolare per arrivare al simbolo verde della memoria partigiana astigiana ha conferito al corteo una traiettoria carica di significato: dalle radici della storia alla responsabilità del presente.
La giornata si è chiusa nel segno della comunità, con concerti e momenti di incontro al Boschetto.


































