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Economia e lavoro | 27 aprile 2026, 20:46

La Cassa cambia pelle: Rasero presidente, l’assemblea 'incorona' il nuovo cda e saluta Demartini tra gli applausi [FOTO]

Bilancio da record approvato con utile a 62 milioni, vince la lista della Fondazione Cr Asti e si apre la nuova stagione della Banca di Asti. In sala il duro affondo di Marmo, la difesa dell’autonomia da parte dei piccoli soci, il commiato di Demartini e, a fine giornata, la nota della Fondazione: “Si apre una nuova fase per la crescita della banca”

Galleria fotografica MerfePhoto

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Per la prima volta dal 2020, l’assemblea dei soci della Banca di Asti è tornata in presenza, all’Auditorium della banca, e ha approvato il bilancio 2025 aprendo formalmente il nuovo corso dell’istituto con l’elezione della lista 1 voluta dal principale azionista, la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti guidata da Livio Negro. Il bilancio è passato con 46.845.796 voti favorevoli, pari al 66,41 per cento del capitale sociale complessivo, senza voti contrari, mentre nella votazione per il rinnovo del consiglio di amministrazione la lista 1 ha ottenuto 29.743.163 voti, pari al 63,47 per cento delle azioni ammesse al voto.

L’assemblea ha inoltre deliberato un consiglio di amministrazione di 13 componenti, in carica per il triennio 2026-2028, secondo la proposta presentata dalla Fondazione. In base allo statuto, dalla lista risultata prima per voti espressi viene tratto anche il presidente della società, e così, come previsto alla vigilia, la presidenza va a Maurizio Rasero.

Il bilancio da record e il dividendo più alto di sempre

I numeri approvati oggi confermano una fase di espansione per l'istituto: il bilancio fa registrare un utile pari a 62 milioni di euro per la banca e di 65 milioni di euro a livello di gruppo, entrambi in crescita di oltre il 20 per cento rispetto all'anno precedente. Risultati che hanno consentito all’assemblea di approvare la distribuzione di un dividendo di 0,50 euro per azione, corrispondente a un monte dividendi di 35,3 milioni di euro: in crescita del 25 per cento rispetto allo scorso anno, è il dividendo più alto mai pagato dall’istituto nella sua storia, con data di stacco il 4 maggio e pagamento il 6 maggio.

Il voto e il nuovo cda

Le liste depositate per il cda erano tre: la lista 1 della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, titolare di circa il 31,80 per cento del capitale, la lista 2 della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, con circa il 12,91 per cento, e la lista 3 di Banco Bpm, con circa il 9,99 per cento. La lista 1 ha raccolto 29.743.163 voti, la lista 2 9.120.879 voti e la lista 3 7.051.927 voti.

Dalla proclamazione finale risultano eletti i componenti espressi dalla lista della Fondazione di Asti e, dalle minoranze, il vicepresidente espresso dalla lista della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e un consigliere espresso da Banco Bpm. Su proposta della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, il nuovo amministratore delegato designato è Roberto Fiorini.

Ecco la composizione del nuovo consiglio di amministrazione:

Maurizio Rasero, dalla lista 1, presidente.

Roberto Fiorini, dalla lista 1.

Maria Teresa Giovanna Armosino, dalla lista 1.

Silvia Mirate, dalla lista 1.

Maria Paola Giuseppina Adele Clara, dalla lista 1.

Gian Luigi Gola, dalla lista 1.

Fernando Lombardi, dalla lista 1.

Marco Remondino, dalla lista 1.

Roberto Vercelli, dalla lista 1.

Pia Federica Bosca, dalla lista 1.

Gabriele Mello Rella, dalla lista 2, vicepresidente.

Roberto Rho, dalla lista 3.

Marilena Bolli, dalla lista 2.

La linea di Negro

A fare da sfondo al voto è rimasta la linea sostenuta da Livio Negro, che nei giorni scorsi aveva difeso la costruzione della lista spiegando di avere privilegiato "competenze bancarie, sensibilità istituzionale, capacità di governo e visione strategica, con particolare attenzione alla rappresentatività e alle esigenze del territorio". Ed è sempre Negro ad aver ribadito un altro punto politico centrale, cioè che "Gli assetti proprietari della Fondazione non si discutono nell’assemblea della banca".

Nel suo intervento in assemblea, come ricordato poi dai soci intervenuti, Negro aveva richiamato il "massimo equilibrio tra le istituzioni", una "banca di tutti" e un percorso di "maggior crescita", parole che hanno marcato la distanza fra chi sostiene il nuovo corso e chi lo considera un passaggio critico per la governance dell’istituto.

L’attacco di Marmo

Fra gli interventi più duri c’è stato quello di Roberto Marmo, già sindaco di Canelli, presidente della Provincia e deputato che ha aperto con una citazione di Ferruccio De Bortoli e un affondo politico: "Quando l’appartenenza prevale sul merito si scambia la fedeltà per lealtà e si esaltano i rapporti amicali i casi sono due. O si è troppo sicuri della propria posizione di comando da non aver più paura del giudizio della comunità di riferimento o si è in piena sindrome di fine stagione. Io direi che siamo nel secondo caso". Marmo ha poi rivolto una domanda diretta a Negro e al futuro vertice: "Il nuovo vertice assicurerà e ci darà garanzie certe di un risultato netto superiore nei prossimi 3 anni, in progressione?".

Ancora più duro il passaggio dedicato al tema delle incompatibilità, in cui Marmo ha parlato di "macroscopico conflitto di interessi" e di un quadro che farebbe venir meno "l’indipendenza di giudizio indispensabile per ciascun membro del cda". Fino alla frase più tagliente: "A mio avviso sembrerebbe questo proprio il caso di scuola del periodo cosiddetto del raffreddamento", seguita da un’altra formula destinata a restare nel verbale politico della giornata: "Qui siamo già oltre la decenza". In chiusura, Marmo ha annunciato ulteriori iniziative presso Banca d’Italia e Anac.

Su un versante diverso si sono collocati gli interventi in difesa del valore territoriale della banca. Il commerciante e azionista Mauro Ardissone si è presentato come "uno di quei piccoli soci che costituiscono il 35 del capitale sociale" e ha rivendicato il suo legame identitario: "Sono orgoglioso che ad Asti esista una grande azienda che porta avanti il nome di Asti, la più grande azienda del territorio". Ha poi aggiunto che pensare a una governance della Cassa in altre mani è "da astigiano una cosa che non posso tollerare", difendendo il modello di banca di prossimità dove "solo le persone possono dare una risposta".

In difesa dell'autonomia e dei piccoli azionisti è intervenuto anche il presidente dell'associazione Cariasti, Pier Franco Marrandino, a conferma della posizione di vigile attenzione da parte della base societaria astigiana.

Anche Mario Sacco, ex presidente della Fondazione e presidente Confcooperative Piemonte ha insistito sul paradosso di un bilancio approvato all’unanimità e di un amministratore delegato uscente non confermato, ponendo la domanda politica più chiara della giornata: "Perché non confermare Demartini? Ci dobbiamo fare una grossa domanda", definendo la mancata conferma "un salto nel buio". Sacco ha messo in guardia da una possibile perdita del controllo locale: "Se si salta il fosso, poi non si torna più indietro", ringraziando poi Demartini per il grande lavoro in ottica di "banca autonoma".

Il saluto a Demartini: "Lascio una realtà estremamente solida"

Il momento più intenso sul piano emotivo è arrivato quando una dipendente e azionista, a nome di tutti si è complimentata con Carlo  Demartini, sottolineandone l'umanità e la competenza e il presidente uscente Giorgio Galvagno ha reso omaggio al lavoro dell’amministratore delegato uscente parlando di una "guida svolta nella realizzazione degli obiettivi previsti dalla pianificazione strategica, coniugando solidità patrimoniale e robustezza strutturale e con una visione di lungo periodo".

Da parte sua, Demartini ha trasformato il commiato in una rivendicazione piena dell’operato della banca. "Troppo spesso siamo stati accusati di mancato dinamismo, mancata evoluzione, di autoreferenzialità, in modo direi apodittico", ha detto, per poi aggiungere: "Di immobilismo io ci andrei un po’ piano, bisognerebbe confrontarci un po’ con quel che è successo. In questi anni la banca è molto, molto cresciuta". A sostegno ha richiamato i numeri del gruppo, che "intermedia quasi 27 miliardi di euro" e "gestisce col portafoglio titoli oltre 30 miliardi". E ha chiuso il suo intervento in sala con un ringraziamento finale: "Questo è l’eredità che questa gestione lascia. Ed è un’eredità importante. Viva la cassa".

A margine dell'assemblea, Demartini ha poi affidato al comunicato ufficiale un ultimo commento istituzionale per congedarsi dopo aver chiuso un accordo amichevole che lo vedrà comunque proseguire come direttore generale fino al 31 luglio per garantire la continuità gestionale: "Desidero ringraziare le persone dei Consigli di Amministrazione che si sono succeduti per la fiducia accordatami... È stato per me un onore guidare la Banca di Asti in questi anni, lavorando insieme a un team di grande valore, con cui abbiamo raggiunto risultati significativi, sotto gli occhi di tutti. Lascio ai prossimi organi di governo della banca una realtà estremamente solida alla quale auguro con sincerità e convinzione i migliori successi per il futuro, nella speranza possa consolidare le proprie caratteristiche di capogruppo e il proprio posizionamento di istituto con radici piemontesi e proiezione sempre più nazionale”.

La nota della Fondazione: “Inizia una nuova fase per la crescita”

A sigillare l’assemblea è arrivata, a fine giornata, una nota ufficiale della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, che "saluta con rispetto istituzionale il Consiglio di Amministrazione uscente di Banca di Asti e rivolge i migliori auguri di buon lavoro al nuovo Consiglio".

Nel comunicato, il presidente Livio Negro ha ringraziato il cda uscente "per l’impegno profuso e per il senso di responsabilità" e ha smentito le letture di uno strappo fra soci: "Il percorso che ha condotto alla presentazione delle liste si è svolto in un clima di confronto istituzionale, di leale interlocuzione e ampia condivisione sul disegno complessivo della futura governance della Banca". Ha poi precisato che Banco Bpm e la Fondazione di Biella "non sono parti di alcun patto parasociale con la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti; la scelta di presentare liste autonome non rappresenta quindi il venir meno di un vincolo... né una contrapposizione tra azionisti".

Secondo la nota, si tratta invece di una soluzione "orientata a garantire alla Banca il miglior assetto di governo possibile". La linea della Fondazione traccia un mandato chiaro per il futuro: "Tra i soci è emersa la consapevolezza che la Banca debba aprire un ciclo di rinnovamento responsabile, orientato a rafforzarne il progetto industriale e la capacità competitiva".

A questo proposito, Negro chiarisce un ultimo punto dirimente: "Lo sviluppo dell’Istituto e la salvaguardia dell’occupazione non sono obiettivi contrapposti", ribadendo che "una Banca più forte e competitiva è nelle condizioni migliori per valorizzare le persone". Un messaggio chiuso con un orizzonte di marcia: "È con questo spirito che guardiamo al nuovo Consiglio di Amministrazione... nella convinzione che saprà accompagnare Banca di Asti in una stagione di sviluppo solido, sostenibile e coerente con le sfide del tempo che viviamo"

Betty Martinelli


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