Il consiglio comunale di Asti si apre senza il suo primo cittadino. La sera stessa dell'elezione alla presidenza della Banca di Asti, Maurizio Rasero non si presenta infatti in aula. Assente anche il dem Roberto Vercelli, fresco di nomina nel nuovo consiglio di amministrazione dell'istituto di credito.
Il caso Vercelli verso l'epilogo
L'esponente dem, secondo quanto annunciato, dovrebbe rassegnare ufficialmente le dimissioni da consigliere comunale nella giornata di domani. Una mossa ormai attesa e obbligata dopo l'ingresso nel cda della banca, che chiude uno dei capitoli politici più dibattuti dell'intera operazione finanziaria astigiana.
La mossa delle opposizioni
L'attenzione dell'aula, però, è tutta concentrata sul sindaco. Undici consiglieri di minoranza hanno infatti depositato un ordine del giorno urgente per chiedere a Rasero un passo indietro formale. I firmatari del documento sono Michele Miravalle, Maria Ferlisi, Luciano Sutera, Mauro Bosia, Vittoria Briccarello, Massimo Cerruti, Paolo Crivelli, Roberto Migliasso, Valter Saracco, Gianfranco Miroglio e Mario Malandrone.
Il nodo del conflitto di interessi
Nel testo, le opposizioni evidenziano come la nuova carica in banca sollevi: "Potenziali e gravi conflitti di interesse". Si tratta di questioni legate ai futuri rapporti istituzionali e amministrativi tra l'istituto di credito e il Comune, che secondo i consiglieri rendono necessaria una decisione netta. Il documento sottolinea infatti che la situazione attuale: "Impone dunque una scelta tra il ruolo elettivo e il ruolo di amministratore della banca".
La richiesta di un impegno a tempo pieno
L'ordine del giorno richiama inoltre le questioni di incompatibilità disciplinate dal decreto ministeriale del 2020, aspetti che dovranno essere valutati direttamente da Banca d'Italia e che potrebbero comunque costringere alle dimissioni. Ma la questione posta dalle minoranze è prettamente politica.
I problemi della città, si legge ancora nel documento, richiedono l'impegno di un: "Sindaco a tempo pieno". Una figura capace di portare a termine i progetti dell'amministrazione e che non venga, come scrivono i firmatari: "Distratto dal suo ruolo apicale in banca". Da qui la richiesta formale di rimettere il mandato, per consentire agli astigiani di tornare al voto nella prima finestra utile e decidere democraticamente il futuro della città.














