Tra i ventiquattro temi della mostra fotografica "MioAstigiano. Mio, tuo, nostro" diversi raccontano per immagini manualità artigiana e cura delle tradizioni che arricchiscono e caratterizzano l'Astigiano. Ne ho scelti tre che possano diventare più che valide motivazioni di gita, cominciando dall'arte del restauro ligneo di Manfredo Scarampi, maestro con laboratorio a Montaldo Scarampi. Arte ripresa da Franco Masoero. Altro tema di indubbio impatto, quello scelto da Vincenzo Paone sulla lavorazione del legno per produrre botti, barriques, tonneaux e tini. Arte, anche questa, ad alto valore tradizionale, portata avanti da ben sette generazioni della famiglia Gamba, dal 1793 a Castell'Alfero. Per chiudere, il grande fascino della sartoria del Palio, tema sviluppato da Antonella Oldano, a mostrare cosa ci sia dietro quegli abiti che ci fanno spalancare gli occhi di stupore quando all’inizio di Settembre assistiamo alla sfilata storica del Palio di Asti. Diciotto immagini di mani e persone al lavoro che sono parte dei centosessantadue inviti a scoprire la bellezza e la varietà del nostro territorio, sostanza e obiettivo dell'esposizione che continua ad aspettarvi al Museo Diocesano San Giovanni di via Natta ad Asti, fino al 28 giugno. Aperta venerdì pomeriggio, sabato e domenica, mattina e pomeriggio.
L’odierna proposta d’itinerario potrebbe partire da Asti, per visitare anche la mostra, inaugurata ieri a Palazzo Mazzetti, “L’arte del tessuto, il tessuto nell’arte”. Interessante esposizione incentrata sul patrimonio artistico e sul saper fare artigianale nell’ambito tessile che trova alti valori identitari in una delle tre sezioni dell’affascinante allestimento. Sezione dedicata agli abiti storici del Palio, in una sorta di excursus culturale sulle nostre migliori tradizioni, sull’importante storia di Asti, sulla ricercata qualità produttiva di costumisti, sarte e sarti.
Seconda tappa nel Nord Astigiano, a Castell’Alfero. Suggerisco di pianificarla a ridosso di pranzo o cena, così da regalarvi, dopo aver fatto il pieno di borgo e dintorni, l’emozione di un pasto da Alessandro Bartoli e Giulio Canavese, anime del ristorante Àlea, sul retro del favoloso castello dei conti Amico. Oltre al cibo, in tavola troverete il racconto di due percorsi incrociati lontano da casa, tra lunghi turni e idee condivise. Progetto di due giovani che parla della loro voglia di far incontrare identità diverse, in piatti che sono esperienza di gusto e di raffinatezza, veri viaggi tra i sapori del territorio, esaltati da accostamenti creativi e sorprendenti.
E per finire, Montaldo Scarampi. Prima di tutto per conoscere Manfredo, persona speciale che nel restauro ligneo ha messo, da quando aveva solo tredici anni, e continua a mettere tutto se stesso. Una storia iniziata nel 1956, andando a bottega ad Asti, a Torino e in Brianza, per rubare con gli occhi i segreti del mestiere che continua ad accompagnarlo ancora oggi: mobili di pregio, intarsi, lastronature, antiche tecniche di verniciatura e di restauro che gli hanno permesso di far rivivere anche pezzi di grande valore. Massima soddisfazione, giocare con legni rari. Il suo laboratorio è in via Sant'Antonio, 18, poco fuori il piacevole e tranquillo borgo del Sud Astigiano, non lontano dal Museo della Famiglia Contadina, ospitato nella ex chiesa di San Nicolò e dall’installazione artistica dello scultore Sergio Omedè, “Ferro del Mare Padano”, a ricordare il mare che ricopriva queste terre tre milioni di anni fa.














