L'associazione Cariasti ha espresso piena approvazione per il nuovo assetto della Banca di Asti durante l'incontro del consiglio direttivo svoltosi mercoledì 29 aprile. Il primo punto trattato ha riguardato la riconferma della professoressa e avvocato Silvia Mirate nel ruolo di rappresentante degli azionisti di minoranza all'interno del consiglio di amministrazione. Si tratta di una decisione accolta con grande favore, poiché rispecchia quanto auspicato dall'associazione stessa presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti.
L'attenzione dei soci si è poi focalizzata sul programma presentato dal neo-presidente Maurizio Rasero, che ha delineato una strategia basata sulla crescita e sulla continuità. Rasero punta a mantenere l'autonomia dell'istituto anche attraverso possibili ulteriori acquisizioni, restando però fedele al modello di banca di prossimità e al costante presidio del territorio.
Anche le parole del nuovo amministratore delegato Roberto Fiorini sono state accolte positivamente dal direttivo. Fiorini ha evidenziato le potenzialità di sviluppo della banca e l'obiettivo di incrementare la redditività a beneficio di tutti i soci. Un passaggio particolarmente apprezzato ha riguardato il riconoscimento dell'elevata professionalità del personale interno, considerato una risorsa chiave per l'istituto.
La questione della diffusione sul territorio rimane una priorità, con particolare riferimento alla gestione degli sportelli nelle comunità minori. Cariasti si dice consapevole della complessità nel bilanciare i costi operativi con i benefici sociali, ma ripone massima fiducia nelle capacità dei nuovi vertici: "Confidiamo che la nuova amministrazione saprà trovare le migliori soluzioni per rispettare il ruolo di banca di prossimità", sottolineano i membri del direttivo, ribadendo la necessità di tutelare sia il personale che la clientela più fragile.
L'incontro si è concluso con la conferma della volontà di instaurare una collaborazione proficua e costante con il consiglio di amministrazione e la direzione generale. L'obiettivo dichiarato resta quello di agire nel supremo interesse dell'istituto di credito e di proteggere i diritti di tutti i piccoli azionisti.














