In merito alle dichiarazioni recentemente diffuse circa presunti ritardi nel rilascio delle autorizzazioni per il progetto industriale relativo alla produzione di pet food a Castagnole delle Lanze, è necessario ricostruire con precisione l’iter amministrativo per restituire un quadro aderente ai fatti.
Contrariamente a quanto sostenuto, il procedimento relativo al rilascio del permesso di costruire si è concluso nei tempi previsti dalla normativa. Il Comune infatti, ha rilasciato il titolo edilizio nel gennaio 2025, entro i canonici 30 giorni decorrenti dal completamento dell’istruttoria. Tale completamento è avvenuto solo dopo numerose integrazioni progettuali presentate dal proponente, necessarie per rendere la documentazione conforme e completa sotto il profilo tecnico e amministrativo.
È dunque fondamentale sottolineare che la tempistica del procedimento comunale è stata pienamente rispettata: eventuali dilazioni precedenti non sono imputabili all’Ente, bensì alle numerose varianti proposte, ai dinieghi della Commissione Locale del Paesaggio e della Commissione Edilizia e alla necessità di integrare e perfezionare la proposta progettuale.
Inoltre, l’avvio effettivo delle attività non dipendeva esclusivamente dal permesso di costruire; esso era subordinato all’acquisizione di ulteriori atti autorizzativi fondamentali, tra cui l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) rilasciata dalla Provincia, e il parere dei Vigili del Fuoco. Tali procedimenti si sono conclusi solo alla fine del mese di settembre.
A complicare ulteriormente il quadro è intervenuto un ricorso al TAR, che ha interessato il procedimento proprio nella fase conclusiva, incidendo inevitabilmente sui tempi complessivi.
Alla luce di questi elementi, appare evidente come i ritardi lamentati non possano essere attribuiti al Comune, che ha operato nel rispetto delle tempistiche previste dalla legge. Al contrario, è ragionevole ritenere che una gestione progettuale più strutturata, coerente con la complessità e la rilevanza dell’intervento, avrebbe potuto contribuire a una maggiore rapidità dell’intero iter autorizzativo. Le accuse nei confronti di presunte lungaggini burocratiche possono trovare ancor maggiore infondatezza se si considera che nel 2023 era stata indetta una prima conferenza dei servizi, con la partecipazione di tutti gli uffici interessati al procedimento autorizzativo. Tale seduta non ha prodotto esiti per incompletezza della documentazione progettuale.
Una lettura completa e oggettiva dei fatti porta quindi a ridimensionare le criticità evidenziate, restituendo un quadro in cui ogni passaggio amministrativo trova una spiegazione puntuale e documentata.














