La Casa di Reclusione di Asti ha ospitato una delegazione di alto profilo per una dettagliata ispezione focalizzata sui diritti e sulla dignità delle persone ristrette. Nella giornata di ieri, lunedì 25 maggio, l'avvocato Irma Conti, componente del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (GNPL), ha effettuato la sua prima visita istituzionale all'interno dell'istituto astigiano.
L'iniziativa ha visto una stretta sinergia tra i diversi livelli di tutela. Insieme a Conti erano infatti presenti l'avvocato Monica Formaiano, garante della Regione Piemonte, e il dottor Domenico Massano, garante comunale. Ad accogliere i rappresentanti istituzionali sono stati la direttrice dell'istituto, la dottoressa Giuseppina Piscioneri, il commissario capo Leonardo Colangelo e la capo area trattamentale Monica Olivero, affiancati dal personale amministrativo.
L'ispezione si è sviluppata attraverso un monitoraggio accurato che ha toccato i punti nevralgici della gestione carceraria. La delegazione ha analizzato a fondo le condizioni strutturali e detentive della fortezza astigiana, esaminando l'organizzazione interna, l'efficienza dei servizi sanitari e i percorsi formativi dedicati al reinserimento sociale dei detenuti. Durante il percorso, i garanti hanno visionato numerosi ambienti della struttura e hanno avviato una serie di colloqui diretti sia con gli operatori delle diverse aree, sia con alcune persone ristrette, raccogliendo dati fondamentali per verificare il rispetto delle normative vigenti.
L'incontro ha evidenziato l'importanza del coordinamento tra le istituzioni centrali e quelle del territorio per promuovere interventi concreti sul fronte del benessere e della legalità penitenziaria.
"Questi momenti sono importanti, rappresentano un'occasione di conoscenza e dialogo tra il livello locale e quello nazionale", ha commentato Massano al termine della visita, sottolineando come l'attività si inserisca nei compiti di vigilanza e ascolto dei garanti "con l’obiettivo di garantire condizioni detentive rispettose dei diritti e della dignità della persona".














