"La nostra preoccupazione per lei e per gli altri attivisti arrestati insieme a lei è massima." Con queste parole Alice Ravinale, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra al Consiglio regionale del Piemonte, è intervenuta sul caso di Leonarda "Dina" Alberizia, insegnante in pensione di Albugnano, attivista dalla fondazione della Flotilla e già partecipante alla missione March To Gaza, fermata in Libia dalle forze del generale Haftar.
Alberizia, 67 anni, e il connazionale Domenico Centrone, 33enne di Molfetta, sono trattenuti a Bengasi dalle autorità della Libia est, accusati di ingresso clandestino per mancanza di un permesso speciale di sicurezza. Un giudice locale è chiamato a decidere nelle prossime ore sul decreto di espulsione.
I due facevano parte di una delegazione di negoziatori del Global Sumud Land Convoy, una carovana umanitaria composta da circa 400 persone provenienti da 25 Paesi, con ambulanze, case mobili e beni di prima necessità, con l'obiettivo di raggiungere Gaza attraverso il valico di Rafah.
Prima di perdere i contatti, Alberizia aveva lanciato l'allarme via WhatsApp: "Siamo accampati accanto a un distributore di benzina nella zona neutra tra la Libia ovest e quella est. Siamo fermi perché abbiamo cercato un'interrogazione con la Libia est tramite la Mezzaluna Rossa ma inutilmente", scriveva, aggiungendo che il convoglio stava decidendo di avanzare comunque verso Sirte. Poi il silenzio.
Ravinale ha chiamato in causa direttamente il presidente della Regione: "Chiediamo a Cirio di attivarsi urgentemente presso Ministero e Governo perché Dina venga immediatamente liberata, e che la Regione Piemonte non abbandoni missioni umanitarie come la Flotilla o il Global Convoy, in cui persone comuni si mettono generosamente in gioco nel nome dell'umanità — facendo ciò che governi complici della violenza infinita di Israele continuano vergognosamente a non fare."
Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato di sperare in una rapida decisione del giudice libico, confermando che il governo è al lavoro sul dossier. La Global Sumud Flotilla ha nel frattempo lanciato un appello a tutti i governi del mondo per il rilascio immediato dei dieci attivisti arrestati, mentre il resto della caravana resta confinato nella zona neutrale nei pressi di Sirte, in attesa di sviluppi.














