Una giornata di sole, la solennità delle istituzioni e il calore di una piazza che si ritrova attorno ai propri valori fondanti.
L’80° compleanno della Repubblica Italiana è stato celebrato ad Asti con una cerimonia ricca di emozione e significato. Non un semplice rito, ma l’occasione per ricordare da dove veniamo e, soprattutto, per valorizzare chi, con il proprio lavoro e impegno, rende orgoglioso questo territorio.
I 13 milioni di donne che, per la prima volta nel 1946, esercitarono il diritto di voto e le 21 Madri Costituenti sono state ricordate come pilastri di quel passaggio epocale che ha dato al Paese una nuova identità, fondata sui principi di libertà, uguaglianza e partecipazione.
L'eccellenza che unisce studio e sport
La piazza ha tributato un caloroso applauso ai giovani astigiani capaci di eccellere sia sui banchi di scuola sia in ambito sportivo. Un "volto migliore della nostra gioventù", come è stato definito durante la cerimonia.
Tra questi, gli studenti dell’Istituto Alfieri: Mattia Rebuffo e Lorenzo Calizzano, per gli ottimi risultati scolastici e sportivi, e Gabriele Gardino, che al merito nello studio associa un forte impegno nel volontariato con la Croce Rossa.
Dall'istituto Castigliano sono state premiate Federica Baracco, protagonista nell’atletica leggera, e Irina Ilieva e Matteo Masie.
Per l'istituto Monti i riconoscimenti sono andati ad Annachiara Allara e all'atleta paralimpica di sci alpino Agnese Repetto, esempio di sintesi tra sport di alto livello e rigore nello studio.
Premiati anche gli studenti del liceo scientifico Vercelli, Emanuele Pellitteri e Clarissa Preci, distintisi per risultati accademici eccellenti �.
Un momento di grande orgoglio è stato riservato a Isabella Caposieno, giovane atleta e studentessa universitaria astigiana, a cui è spettato l’onore dell’alzabandiera; specialista del mezzofondo e vicecampionessa italiana assoluta di maratona, Isabella incarna l’unione tra studio e agonismo.
I nuovi Cavalieri e ufficiali della Repubblica

Il prefetto, accompagnato dalle autorità locali, ha consegnato le onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana a cittadini che si sono distinti per impegno civile, professionalità e dedizione al territorio.
Tra i nuovi Cavalieri, Giorgio Salvi di San Marzano Oliveto, responsabile commerciale e volto noto del volontariato nella Croce Rossa, premiato per anni di servizio e per azioni di soccorso che hanno salvato vite.
Onorificenza anche per il ragioniere Maurizio Piccotti, funzionario della Prefettura di Asti ora in quiescenza, riconosciuto per la sua affidabilità e per il contributo ai procedimenti amministrativi e alle attività connesse al PNRR.
Tra le donne insignite, Lucia Portioli è stata premiata per la lunga attività nei servizi demografici e contabili dei Comuni di Alba e Asti, mentre Fulvia Cocito, storica collaboratrice della Prefettura, ha ricevuto l’onorificenza per la competenza dimostrata anche durante l’emergenza pandemica.
Sono stati inoltre celebrati Vincenzo De Robertis, per l’imprenditoria locale e l’impatto occupazionale del gruppo Dierre, e Piero Gaviano, sostituto commissario della polizia di stato in quiescenza, per il lungo impegno nei servizi di tutela e scorta.
Il grado di Ufficiale è stato conferito alla dottoressa Caterina Carpanzano Calabrese, tecnologa alimentare e giornalista pubblicista, nota per la sua attività di divulgazione e per progetti sociali come "Il dono del volo".
Novità tra gli insigniti: il dottor Renzo Remotti, laureato in giurisprudenza e con una lunga esperienza alla direzione dell’Archivio di Stato di Asti, è stato nominato ufficiale per l’apporto dato alla conservazione della memoria istituzionale e alla formazione culturale sul territorio.
Mentre il luogotenente dottor Fausto Tullio, in servizio nella guardia di finanza dal 1994 e comandante della sezione tutela economico‑finanziaria di Asti, ha ricevuto l’onorificenza di ufficiale per i risultati nella lotta alla criminalità economica e per il ruolo di coordinamento con le forze di polizia.
Una parata di volti e storie che dimostra, ancora una volta, la vitalità di una comunità capace di stringersi attorno alle proprie istituzioni e ai propri cittadini migliori.
"Il 2 giugno 1946 milioni di donne entrarono nei seggi per la prima volta, partecipando alla scelta che avrebbe dato vita alla Repubblica. Fu molto più di un voto: fu il pieno ingresso delle donne nella cittadinanza democratica e uno dei passaggi più importanti della storia civile del nostro Paese", ha sottolineato Debora Biglia, Vice Presidente della I Commissione consigliare e consigliere regionale. "La Repubblica italiana porta anche la loro firma. Le donne che entrarono nei seggi nel 1946 ci hanno consegnato un diritto e una responsabilità: continuare a costruire una società sempre più aperta e capace di offrire pari opportunità. Questo è, forse, il significato più profondo della Festa della Repubblica: custodire una conquista e continuare a trasformarla".






















