Le proteste di amministratori locali e sindaci sulla nuova classificazione dei Comuni montani prevista dalla legge Calderoli proseguono, mentre si aggiunge la questione del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT), con criticità legate al riparto delle risorse per il 2025 e alla programmazione dei finanziamenti futuri.
A descrivere la situazione sono stati i consiglieri regionali del Pd Mauro Calderoni, Fabio Isnardi, Domenico Ravetti e Emanuela Verzella, che hanno segnalato come le Regioni non avrebbero ancora ricevuto comunicazioni ufficiali sull’entità delle risorse destinate al 2025: “Una situazione inaccettabile che blocca la programmazione, ritarda bandi e investimenti e costringe gli enti locali a navigare nell’incertezza. Nella migliore delle ipotesi le risorse arriveranno a fine anno, vanificando in gran parte la loro efficacia”.
Nel dibattito entra anche il tema delle risorse previste per il 2026, indicate dagli stessi esponenti come inferiori rispetto agli anni precedenti, con una riduzione significativa del Fondo.
“Per il Piemonte la montagna non è una questione marginale - dichiarano - riguarda centinaia di Comuni e rappresenta una componente fondamentale dell’identità, dell’economia e della coesione territoriale della nostra regione. Per questo chiediamo al Governo di procedere immediatamente al riparto delle risorse 2025, di ripristinare adeguati finanziamenti per il Fondo e di correggere gli errori della nuova classificazione, recuperando tutti i Comuni esclusi ingiustamente”.
Sul piano istituzionale, viene chiesto, quindi, un aggiornamento del riparto delle risorse 2025 e una revisione complessiva del sistema di classificazione, con l’obiettivo di garantire maggiore continuità nella programmazione e nella gestione dei fondi destinati alla montagna.
“Le comunità montane non possono essere lasciate sole - concludono - Mentre il centrodestra continua a ridurre risorse e opportunità, noi continueremo a batterci affinché i territori più fragili abbiano gli strumenti necessari per contrastare spopolamento, carenza di servizi e disuguaglianze territoriali. La montagna piemontese merita attenzione, investimenti e rispetto, non tagli e rinvii”.














