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Cultura e tempo libero | 08 giugno 2026, 15:09

Monica Monticone al summit con la Regione: “Su rese, giacenze e burocrazia servono risposte urgenti”

La presidente di Coldiretti Asti, in veste di delegata regionale al settore vitivinicolo, ha partecipato al tavolo con l’assessore Bongioanni. Torelli: “Gestire le giacenze per evitare speculazioni al ribasso”

Monica Monticone al summit con la Regione: “Su rese, giacenze e burocrazia servono risposte urgenti”

Un lungo ordine del giorno, affrontato punto per punto, per tornare a portare l’attenzione sul comparto vitivinicolo piemontese. Venerdì scorso, al Palazzo di Vetro, i vertici di Coldiretti Piemonte hanno incontrato l’Assessorato di riferimento, presieduto dall’assessore Paolo Bongioanni. Presente, in veste di delegata al settore vitivinicolo in seno al direttivo regionale di Coldiretti, anche la vignaiola e Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone.

In discussione una lunga lista di argomenti: il funzionamento del tavolo vitivinicolo regionale, la proposta di modifica del disciplinare di Langhe Nebbiolo e l’introduzione del bag-in-box, le criticità operative degli applicativi regionali e il rapporto con gli uffici competenti, la definizione delle rese per la campagna vendemmiale 2026, la gestione delle giacenze e le misure di sostegno economico al comparto, oltre all’aggiornamento e allo sviluppo del progetto IGT Piemonte.

L’appello di Monticone: “Confronto serio e operativo”

“Il particolare e delicato momento che sta attraversando il settore vitivinicolo richiede un confronto serio e operativo, capace di dare risposte ai produttori e ai territori, che stanno vivendo una fase di forte difficoltà economica e commerciale”, ha premesso la Monticone in apertura, per poi entrare nel merito dei singoli punti.

Sul Tavolo Vitivinicolo regionale, la presidente di Coldiretti Asti è stata netta: “Abbiamo richiesto maggiore trasparenza e coinvolgimento della base produttiva interessata, nonché la valorizzazione del contributo espresso dalle organizzazioni professionali di categoria, le cui valutazioni e osservazioni derivano dal costante confronto con gli associati e con le reali esigenze dei territori. Riteniamo fondamentale che gli indirizzi e le decisioni del Tavolo siano il frutto di un lavoro di concerto tra i diversi attori, nell’interesse generale della vitivinicoltura piemontese”.

Disciplinare Langhe Nebbiolo e criticità informatiche

Relativamente alle modifiche del disciplinare Langhe Nebbiolo e all’introduzione del bag-in-box, dall’incontro è emersa la necessità di ulteriori approfondimenti, per verificare il reale orientamento della base produttiva e valutare le possibili ricadute in termini di immagine, posizionamento e valore della denominazione coinvolta.

L’incontro è stato inoltre utile per riportare l’attenzione sulle annose difficoltà operative legate all’utilizzo degli applicativi informatici regionali per la gestione delle pratiche e degli adempimenti amministrativi del comparto. “Parallelamente”, ha sottolineato Monticone, “si riscontrano rallentamenti nell’istruttoria delle pratiche e criticità nelle normali procedure operative degli uffici competenti, con conseguenti disagi per i nostri operatori e ripercussioni dirette sulle aziende. Diventa urgente e doveroso avviare un confronto tecnico finalizzato a migliorare l’efficienza degli strumenti informatici, semplificare le procedure e garantire maggiore tempestività nella gestione delle pratiche amministrative”. La presidente ha inoltre sollecitato una valutazione sul rafforzamento delle sedi territoriali regionali, per “assicurare maggiore efficienza operativa e un supporto più tempestivo alle esigenze del territorio”.

Il nodo delle rese vendemmiali e delle giacenze

Anche per la stagione 2026, il nodo delle rese vendemmiali è tornato al centro del confronto. “Occorre affrontare con tempestività il tema delle rese, valutando eventuali differenziazioni territoriali o aziendali, sulla base delle reali condizioni di mercato, delle giacenze e delle specificità produttive delle diverse denominazioni, evitando approcci uniformi che rischiano di penalizzare alcuni territori”, ha rimarcato Monticone.

Sul tema è intervenuto anche il vignaiolo e vice presidente Coldiretti Asti Gianfranco Torelli: *“Ogni Doc/Docg ha una sua situazione specifica legata alle singole realtà. L’abbassamento delle rese sulla vendemmia 2025 di Asti docg aveva già determinato uno stoccaggio in diminuzione nelle cantine, determinando un andamento controcorrente rispetto alla maggior parte delle Denominazioni italiane. Purtroppo, gli scenari internazionali sono tutt’altro che ottimali e, malgrado il mondo industriale propenderebbe per un ulteriore abbassamento delle rese rispetto a quelle dello scorso anno, resta doveroso un confronto con la parte agricola che, proprio alla luce dei costi di produzione schizzati alle stelle, potrebbe a sua volta ritenerlo insostenibile. Gestire le giacenze è importante e consente di evitare speculazioni con prezzi al ribasso”*.

Dal tavolo è emersa anche la possibilità di destinare le giacenze alla produzione di aceto, scelta che richiederebbe comunque un supporto al prezzo affinché l’operazione diventi economicamente sostenibile.

Etichetta, Vermouth e IGT Piemonte

“Soprattutto, occorre che la Regione attui importanti scelte politiche, così come da tempo Coldiretti sollecita”, ha concluso Torelli, richiamando l’attenzione su tre priorità: origine e trasparenza in etichetta delle uve sugli Spumanti generici, norme che impongano chiare indicazioni sulle bevande a base di prodotti vitivinicoli e l’imposizione dell’utilizzo di vino 100% piemontese nel Vermouth Torino Igp.

“È necessario valutare strumenti straordinari di sostegno economico e misure concrete per accompagnare le aziende vitivinicole nella prossima campagna vendemmiale”, ha aggiunto Monticone. “Pur prendendo atto delle difficoltà legate alle tempistiche di attivazione delle risorse, si ritiene fondamentale verificare ogni possibile soluzione utile già a partire dalla vendemmia 2026”.

In chiusura, apprezzamenti sul progetto IGT Piemonte, ritenuto uno strumento potenzialmente utile per offrire nuove opportunità al comparto in termini di flessibilità produttiva, valorizzazione commerciale e supporto alla ricerca e sperimentazione.

“Al tavolo sono stati portati tanti argomenti di peso, contenuto e urgenza rispetto ai quali non è più possibile derogare”, ha concluso il Direttore Coldiretti Asti Giovanni Rosso. “Il vino, attraverso i suoi Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato è diventato Patrimonio Unesco e, pertanto, siamo tutti chiamati ad una responsabilità comune e collettiva da perorare, nei diversi livelli e tavoli di lavoro, con visione e sinergia a tutela della vitivinicoltura astigiana e piemontese”.

Redazione

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