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Eventi | 11 giugno 2026, 13:03

Dai "giganti" De Gasperi, Togliatti e Umberto II alla scelta della Repubblica: l'avvocato Rossotto al Rotary Club Asti

Una narrazione densa di particolari inediti ha ripercorso le tappe che portarono gli italiani alle urne il 2 giugno 1946, in una serata conviviale a Tigliole ricca di spunti e domande

Dai "giganti" De Gasperi, Togliatti e Umberto II alla scelta della Repubblica: l'avvocato Rossotto al Rotary Club Asti

“In pochi mesi un Paese uscito distrutto dalla Seconda Guerra Mondiale e percorso da profonde divisioni di ogni tipo riuscì nel miracolo di organizzare in breve tempo prima le elezioni amministrative, poi quelle per l'Assemblea Costituente e contestualmente il referendum istituzionale, portando al voto per la prima volta le donne”. Con queste parole l'avvocato torinese Riccardo Rossotto, esperto in diritto societario, già docente a contratto dell'Università di Torino e collaboratore dell'Università Cattolica di Milano, giornalista pubblicista e autore di saggi storici, ha incantato la platea del Rotary Club Asti durante la serata conviviale svoltasi al ristorante Ca' Vittoria di Tigliole. Al centro del suo intervento, le tumultuose vicende che condussero gli italiani al fatidico 2 giugno 1946, data in cui il Paese scelse di diventare una Repubblica.

I tre "giganti" che traghettarono l'Italia

Nella sua approfondita analisi, Rossotto ha voluto mettere in luce tre personalità eminenti che non ha esitato a definire "giganti". La prima è Alcide De Gasperi, capo del governo e leader della Democrazia Cristiana, che "seppe gestire quei difficili momenti con grande abilità e altrettanta determinazione". Accanto a lui, in una dialettica aspra ma mai distruttiva, Palmiro Togliatti, capo del Partito Comunista e strenuo avversario politico, che però "nei passaggi più difficili puntò sempre alla coesione e mai alla rottura". La terza figura cardine fu Umberto II di Savoia, l'ultimo re d'Italia. Di lui Rossotto, pur definendosi un "repubblicano convinto", ha tracciato un ritratto di grande statura: "Un uomo che di fronte al rischio che tra monarchici e repubblicani scoppiasse una nuova guerra civile scelse volontariamente l'esilio, pur denunciando come illegittimo il comportamento del governo che lo esautorò quando i risultati del referendum ancora non erano chiari".

Il ruolo decisivo dell'ultimo sovrano

Il relatore, pur non avendo dubbi sulla vittoria della Repubblica, ha evidenziato con dovizia di particolari come Umberto di Savoia, nei due anni in cui esercitò le funzioni di Capo dello Stato – prima come luogotenente del Regno e poi per un solo mese come sovrano – diede "segni inequivocabili di voler voltare pagina in senso democratico". Tra gli atti più significativi del periodo, Rossotto ha ricordato la firma di leggi fondamentali come quella che concesse il voto alle donne, quella che istituì l'Assemblea Costituente e quella che introdusse la Festa Nazionale della Liberazione d'Italia, che da allora si celebra ogni 25 Aprile. La serata si è conclusa con un vivace dibattito e le numerose domande del pubblico. Il presidente del Rotary, Renzo Gai, ha ringraziato il relatore omaggiandolo con il gagliardetto del club e una magnum di vino astigiano.

L'intervista completa all'avvocato Riccardo Rossotto è disponibile sul canale YouTube @RotaryHubAsti.

Redazione

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