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Attualità | 13 giugno 2026, 13:38

Estate in sicurezza: la Regione Piemonte aderisce alla campagna nazionale contro gli annegamenti

Dai falsi miti da sfatare alla sorveglianza sanitaria di piscine e laghi: un decalogo di regole per proteggere i più piccoli e garantire acque pulite

Estate in sicurezza: la Regione Piemonte aderisce alla campagna nazionale contro gli annegamenti

Con l’arrivo dell’estate cresce la voglia di trascorrere il tempo libero in piscina, al lago o al mare. Proprio per questo la prevenzione assume un ruolo fondamentale per evitare incidenti e tutelare la salute, a partire dalla sicurezza in acqua fino alla qualità degli ambienti balneari. La Regione Piemonte aderisce alla campagna nazionale di prevenzione degli annegamenti promossa dall’Istituto Superiore di Sanità, affiancando alle attività di informazione e sensibilizzazione anche un costante lavoro di controllo e monitoraggio delle piscine e delle acque di balneazione.

Un fenomeno spesso silenzioso ed evitabile

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’ISTAT, in Italia si registrano mediamente oltre 300 decessi all’anno per annegamento. Tra il 2017 e il 2021 le vittime sono state 1.642, di cui 206 tra bambini e ragazzi fino a 19 anni. Ogni anno si contano mediamente 41 decessi in età pediatrica e adolescenziale, con una netta prevalenza del sesso maschile. Particolarmente vulnerabili risultano i bambini più piccoli: oltre la metà degli annegamenti che avvengono in piscina riguarda infatti minori fino a 9 anni. Nella maggior parte dei casi l’incidente è legato a una momentanea perdita di supervisione da parte degli adulti.

Uno degli errori più frequenti, spiegano gli esperti, è pensare che una persona in difficoltà in acqua sia sempre in grado di attirare l’attenzione gridando o chiedendo aiuto. “L’annegamento è spesso un evento rapido e silenzioso”. Per questo motivo è fondamentale che i bambini siano sempre sorvegliati in maniera continua e diretta da un adulto, soprattutto in prossimità di piscine private, piscine gonfiabili, laghetti ornamentali o altri specchi d’acqua.

Le regole per una balneazione consapevole

Per ridurre il rischio di incidenti, la Regione Piemonte diffonde un vero e proprio decalogo della sicurezza. È consigliabile frequentare aree sorvegliate da personale qualificato, rispettare la segnaletica e le indicazioni degli addetti al salvataggio, evitare bagni in condizioni meteo avverse o in presenza di correnti. Tra le raccomandazioni principali figurano anche il divieto di tuffarsi in zone sconosciute o con profondità non adeguata, l’invito a non immergersi in modo improvviso dopo una lunga esposizione al sole e, per i genitori, a insegnare ai bambini l’acquaticità e le regole di comportamento fin dalla più giovane età, mantenendo sempre una sorveglianza attiva.

Il ruolo dei controlli: piscine e laghi sotto la lente

La sicurezza in acqua non riguarda soltanto i comportamenti individuali. Attraverso i Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie e in collaborazione con ARPA Piemonte, viene svolta un’attività costante di vigilanza e controllo sulle piscine aperte al pubblico e sulle aree di balneazione autorizzate. I controlli riguardano la qualità microbiologica e chimica delle acque, l’efficienza degli impianti di trattamento, il rispetto delle norme igienico-sanitarie e delle misure di sicurezza previste dalla normativa. L’obiettivo è garantire ambienti sicuri per cittadini, famiglie e bambini durante tutta la stagione estiva.

Prima di frequentare piscine o aree balneabili, raccomandano infine le autorità sanitarie, è utile verificare che le strutture rispettino i requisiti previsti e consultare le informazioni messe a disposizione dagli enti competenti sulla qualità delle acque. Un comportamento responsabile, associato a controlli costanti e a una corretta educazione alla sicurezza, rappresenta lo strumento più efficace per ridurre gli incidenti e vivere l’acqua in modo sereno. Per maggiori dettagli sono disponibili i link alle pagine ufficiali della Regione Piemonte e il video della campagna dell’Istituto Superiore di Sanità.

Redazione

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