Quando manca ancora circa un anno all'apertura delle urne, dibattito politico in vista delle elezioni Amministrative 2027 ad Asti entra nel sempre più vivo, spinto dai risultati del primo sondaggio ufficiale commissionato dall'associazione Asti per Futuro all'istituto Winpoll su un campione di 900 cittadini. I dati, pubblicati sulle pagine locali di un quotidiano nazionale, delineano un quadro in cui il peso politico femminile è in costante crescita, con percentuali significative che premiano diverse esponenti sia nel centrodestra sia nel centrosinistra.
Nel centrodestra, alla successione del sindaco e neo presidente di Banca di Asti Maurizio Rasero, i cittadini indicano l'attuale vicesindaca Stefania Morra, "tecnico (è ingegnere) prestata alla politica" che ha raccolto il 28.6% delle preferenze, e il parlamentare FdI, nonché già vicesindaco nella prima giunta Rasero, Marcello Coppo che la tallona al 26.7%. Sul fronte opposto si registra l'importante 33.9% di Vittoria Briccarello (Uniti si può) e il 32.7% di Michele Miravalle (Pd).
In questo scenario non va sottovalutata un'ulteriore variabile, ossia il risultato di Debora Biglia, consigliera regionale di Forza Italia, che si attesta al 16.1% delle preferenze. A differenza di altre figure amministrative inserite nel sondaggio, come Stefania Morra o l'assessora Loretta Bologna (la cui esclusione dalla rilevazione ha spinto il coordinatore provinciale azzurro Marco Galvagno a invitare alla prudenza in merito ai profili considerati), Biglia concentra gran parte del suo lavoro politico in Regione. Pur ricoprendo anche la carica di consigliera comunale ad Asti, dove non manca mai di presenziare istituzionalmente ai principali eventi, l'attività istituzionale svolta a Torino comporta per sua natura una visibilità quotidiana inferiore sul territorio locale rispetto a chi siede direttamente nella giunta cittadina. Ciononostante, il posizionamento emerso evidenzia un legame che l'esponente azzurra ha saputo mantenere con l'elettorato.
Proprio in considerazione di queste sue specificità, tra cui il guardare al confronto politico locale anche "dal di fuori" delle dinamiche quotidiane, abbiamo posto alla consigliera (ritratta nella foto sottostante con Antonio Tajani, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, nel corso di una sua visita astigiana) alcune domande per commentare i dati e analizzare le prospettive future della città.
Il sondaggio Winpoll la colloca al 16.1% delle preferenze nel centrodestra. Si aspettava un simile livello di gradimento?
I sondaggi rappresentano sempre un importante momento di confronto e di riflessione, perché offrono una fotografia della realtà che ci circonda. Devo ammettere che mi ha sorpreso la percentuale ricevuta per il livello di attenzione, fiducia e apprezzamento che mi è stato accordato. Considero questo risultato il frutto di un lavoro costruito nel tempo, fatto di presenza costante sul territorio, ascolto delle persone, confronto con le associazioni e un impegno quotidiano volto a comprendere bisogni, aspettative e criticità della nostra comunità. Ho sempre creduto che la politica debba partire dall'ascolto e dalla vicinanza ai cittadini, prima che dalle ambizioni personali, e leggere questi dati mi conferma che questo approccio viene riconosciuto e apprezzato.
Questo dato però non assegna ruoli o candidature blindate. Come interpreta questi numeri in ottica futura?
Naturalmente sono consapevole che i sondaggi non assegnano incarichi e non determinano il risultato finale di un'elezione. Sono indicazioni, tendenze, strumenti utili per comprendere il clima e gli orientamenti dell'opinione pubblica, ma che vanno sempre interpretati con equilibrio. Proprio per questo accolgo questi numeri con gratitudine, ma anche con senso di responsabilità, sapendo che la fiducia si conquista ogni giorno attraverso il lavoro, la credibilità e la coerenza.

Già in passato avevamo affrontato con lei l'ipotesi di una sua candidatura a sindaca per il dopo Rasero. In quell'occasione si era definita una "donna di squadra" pronta a fare la sua parte se la coalizione lo avesse ritenuto utile. Alla luce di questi dati, conferma quella disponibilità?
La mia posizione non cambia minimamente. Come ho già avuto modo di dichiarare, io sono sempre stata una donna di squadra e pertanto rimango a completa disposizione del partito e della coalizione. Se Forza Italia riterrà che la mia figura possa essere utile e vincente, non mi tirerò indietro. Voglio però chiarire che non ho manie di protagonismo: se nel confronto emergerà il nome di qualcuno più adatto, lo sosterrò lealmente.
Il sondaggio mette in luce un forte gradimento per le figure femminili in entrambi gli schieramenti. Asti è pronta per una guida al femminile?
Ritengo che da questi dati emerga una riflessione più ampia che riguarda il ruolo delle donne nella vita pubblica e nelle istituzioni. Per troppo tempo le politiche di genere sono state considerate temi secondari o confinati a momenti simbolici. Oggi, invece, sempre più cittadini comprendono l'importanza di valorizzare il contributo femminile nei processi decisionali, non per una questione di quote o di rappresentanza formale, ma perché una comunità cresce davvero quando è capace di mettere a disposizione tutte le competenze, le esperienze e le sensibilità presenti al suo interno. È una sfida culturale prima ancora che politica, che riguarda il futuro della nostra comunità. Per questo credo che il dibattito non debba concentrarsi esclusivamente sui nomi o sulle percentuali, ma sulla visione di città che vogliamo costruire insieme. Se questa riflessione porterà anche a considerare con naturalezza la possibilità di avere una donna alla guida del Comune, allora avremo compiuto un passo avanti importante.














