La crisi che sta colpendo le 63 strutture sociosanitarie dell'Astigiano non è solo un'emergenza economica, ma "una bomba sociale pronta a esplodere sulla pelle di 3.600 anziani, 3.000 lavoratori e migliaia di famiglie". Il primato nazionale del territorio per concentrazione di posti letto rischia di trasformarsi nel simbolo del collasso del welfare piemontese. A lanciare l'allarme è Azione, che in una nota chiede interventi immediati alla Giunta Regionale e ai ministeri competenti.
"Le RSA non sono semplici strutture di degenza: per molti anziani rappresentano una vera e propria casa e per le famiglie un supporto fondamentale – dichiarano i rappresentanti di Azione – non possiamo tollerare un sistema in cui i gestori sono spinti al fallimento e le famiglie costrette a indebitarsi per garantire il diritto all'assistenza dei propri cari. Il silenzio della Regione Piemonte è inaccettabile".
Di fronte a tariffe pubbliche bloccate, un aumento dei costi contrattuali del 15% e una burocrazia che soffoca anche l'assistenza domiciliare, Azione rifiuta la logica della protesta fine a se stessa e propone quattro soluzioni concrete e immediate per salvare il sistema.
La prima è l'adeguamento immediato delle tariffe regionali sulle quote sanitarie. "La matematica non mente: se i costi aumentano del 15% per i nuovi contratti di lavoro, la Regione non può pretendere che le RSA operino in regime di proroga con i vecchi rimborsi", spiegano, chiedendo lo sblocco immediato di fondi straordinari regionali per adeguare le quote ai reali costi di gestione attuali.
La seconda proposta riguarda l'introduzione di un "Voucher Solvenza" regionale, parametrato sull'ISEE, e un incremento delle detrazioni fiscali per le spese di ricovero in RSA, per evitare che la quota alberghiera a carico dei cittadini diventi insostenibile spingendo le famiglie "al lastrico".
Terzo punto, un piano straordinario per l'abbattimento delle liste d'attesa: "Migliaia di anziani non autosufficienti attendono la convenzione pubblica – prosegue la nota –. È necessario un fondo integrativo regionale per convenzionare i posti letto oggi disponibili ma rimasti 'privati' a causa della carenza di budget delle ASL".
Quarta e ultima proposta, gli sgravi contributivi per il lavoro di cura, sia per le RSA sia per l'assistenza domiciliare. Azione si farà promotrice a livello nazionale di una revisione del Decreto Primo Maggio per includere le strutture e le famiglie che assumono assistenti familiari negli sgravi contributivi totali. "Sanare il 57% di lavoro nero nel settore domestico significa dare dignità ai lavoratori e sicurezza agli anziani", sottolinea la nota.
Azione esprime piena solidarietà ai lavoratori del settore e condivide l'allarme lanciato dalle centrali cooperative come Confcooperative e Federsolidarietà. "Siamo pronti a fare la nostra parte in ogni sede istituzionale – conclude la nota – chiediamo agli Assessori Riboldi e Marrone di aprire immediatamente un tavolo di crisi. Non c'è più tempo per i rimpalli di responsabilità: proteggere i nostri anziani significa proteggere la dignità della nostra comunità".














