La Regione Piemonte non è stata coinvolta nel processo di individuazione della struttura di Castello d’Annone come sede per le procedure di frontiera e per l’impiego di hotspot mobili nell’ambito del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo. Lo ha comunicato ufficialmente l’Assessore regionale Enrico Bussalino, rispondendo in aula all’interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere regionale del Partito Democratico Fabio Isnardi.
La comunicazione relativa alla scelta è pervenuta esclusivamente in sede di Commissione Immigrazione della Conferenza Stato-Regioni, durante la quale è stato illustrato lo schema di decreto ministeriale. Bussalino ha precisato che l’individuazione della struttura non comporta l’attivazione di un nuovo centro di accoglienza, trattandosi di un presidio già operativo all’interno del sistema nazionale. Tuttavia, dallo schema ministeriale emerge che la capienza assegnata verrebbe significativamente incrementata, passando dagli attuali 25 posti a 72.
“Alla luce delle criticità dell’area territoriale in cui l’Hub è collocato, la Regione Piemonte ritiene profondamente inopportuna la scelta di incrementare i posti”, ha dichiarato l’Assessore. Per questo motivo, l’Amministrazione regionale provvederà a trasmettere al Ministero una nota di approfondimento, chiedendo una revisione della decisione.
Il sopralluogo a Castello d’Annone
Bussalino ha inoltre informato l’aula che nei prossimi giorni lo stesso Assessorato, insieme al Presidente della Regione Alberto Cirio, effettuerà un sopralluogo a Castello d’Annone, al fine di valutare puntualmente le criticità dell’area e acquisire ulteriori elementi utili all’interlocuzione con il Ministero.













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