Il tema della crisi del comparto vitivinicolo piemontese ha fatto molto discutere a Palazzo Lascaris, soprattutto dopo l’attesa riunione della III Commissione regionale, che ha portato ulteriori critiche da parte delle opposizioni nei confronti della Giunta, accusata di "totale assenza di visione" e risposte del tutto insufficienti.

(Palazzo Lascaris - Torino)
Il PD attacca: "Misure insufficienti e ritardi imperdonabili"
I consiglieri regionali del Partito Democratico, Mauro Calderoni, Fabio Isnardi e Domenico Ravetti, hanno espresso un duro giudizio sull'operato della Giunta, definendola "debole" di fronte alle denunce dei produttori e dei Consorzi.
“Di fronte alle difficoltà del settore vitivinicolo, denunciate con forza dai Consorzi, dalle organizzazioni professionali agricole e dagli stessi produttori, la Giunta ha confermato in Commissione tutta la propria debolezza. Al di là di una narrazione generica sulla situazione del comparto, non è stata in grado di indicare un vero piano di intervento. L'unico annuncio concreto riguarda uno stanziamento di circa 1,6 milioni di euro per affrontare il tema delle giacenze, risorse che, per quanto abbiamo potuto comprendere, sarebbero destinate allo stoccaggio e alla successiva filiera dell'acetificazione. Una misura del tutto insufficiente rispetto alla portata della crisi che il settore sta attraversando”, affermano Calderoni, Isnardi e Ravetti.
Il PD sottolinea inoltre come la Regione sia governata dalla stessa maggioranza da sette anni, chiedendosi perché non si sia intervenuti prima, nonostante i segnali di crisi fossero evidenti da mesi: “Registriamo, infine, la contrarietà della Giunta rispetto alla distillazione di crisi e, allo stesso tempo, dubbi e poche certezze sulle altre misure previste dal pacchetto vino dell'Unione europea. Avremmo voluto ascoltare impegni più precisi, tempi certi e una strategia chiara. Invece, resta soltanto il ricorso ai consueti fondi europei e, sul destino delle giacenze, un vago sapore di aceto. Una crisi di queste dimensioni merita il massimo coinvolgimento delle istituzioni e del settore, non ritardi, improvvisazioni o polemiche interne alla maggioranza. I vignaioli piemontesi hanno bisogno di decisioni, non di comunicati. Dopo sette anni di governo, il tempo degli annunci è finito: la Giunta dimostri finalmente di essere all'altezza della situazione”, concludono.
Il "caso" Lega e le tensioni interne alla maggioranza
Ad agitare ulteriormente le acque è un paradosso politico sollevato dalle opposizioni: persino esponenti della maggioranza sembrano insoddisfatti. Il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, ha infatti chiesto alla Regione un piano straordinario di sostegno per garantire liquidità e promozione internazionale. Un appello che il PD interpreta come una certificazione della gravità della situazione: "Non si può fare opposizione a se stessi", dichiarano i dem, evidenziando una "crescente tensione" interna al centrodestra.
Italia Viva e il nodo dazi: "Schizofrenia politica"
Sul fronte internazionale, l'attacco arriva dalla senatrice Silvia Fregolent e dalla consigliera Vittoria Nallo (Italia Viva). Al centro della critica c'è la gestione dei rapporti con gli Stati Uniti, principale mercato di export, minacciato dai possibili dazi di Trump.
Fregolent e Nallo denunciano una "schizofrenia politica" della destra: da un lato il presidente Cirio definisce "preoccupante" l'atteggiamento di Trump, dall'altro i suoi alleati di governo (citando Tajani col cappellino MAGA e Salvini) vedevano nei dazi un’opportunità. Per le esponenti di Italia Viva, questa mancanza di coerenza danneggia direttamente il Made in Italy e i produttori piemontesi, già messi in ginocchio dall'aumento dei costi.














