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Al Direttore | 15 luglio 2026, 11:02

Cosa farà "da grande" Paride Candelaresi?

Sull'onda del grande successo di AstiMusica, un lettore riflette sul futuro dell'assessore alla Cultura e... sogna Mick Jagger, Roger Waters o Dave Gilmour ad Asti

L'assessore Candelaresi ritratto in piazza Alfieri prima dell'esibizione di Salmo (foto tratta dal profilo Facebook dell'assessore)

L'assessore Candelaresi ritratto in piazza Alfieri prima dell'esibizione di Salmo (foto tratta dal profilo Facebook dell'assessore)

Caro Direttore,

Agli Astigiani non è passato inosservato, ma anche la politica locale, centrodestra in primo luogo, da oggi dovrà fare una riflessione.

Sto parlando del "fenomeno" Paride Candelaresi, assessore alla Cultura della giunta Rasero bis, che nel giro di due anni ha trasformato Asti Musica collocando la manifestazione a livelli alti.

Rispetto al Collisioni Festival di Barolo di un decennio fa, ma anche al Lucca summer festival o al Circo Massimo di Roma, non sono ancora sbarcati ad Asti le grandi band inglesi e americane del passato (Rolling Stones, Pink Floyd superstiti, Bruce Springsteen, Neil Young...), ma è solo questione di volontà e tempo.

Qualche anno fa è stato più semplice, si fa per dire, perché il mercato internazionale chiedeva questo tipo di reunion di gruppi rock e leggende degli anni 60-70-80. Oggi parliamo di ultrasettantenni, pensiamo a Mick Jagger, Roger Waters o Dave Gilmour, che però continuano a fare tour mondiali e incidere nuovi album.

Nel caso, per Asti, bisognerà chiedersi se sarà sufficiente la capienza di piazza Alfieri o non si dovrà tornare a piazza Campo del Palio come negli anni 80. Oltretutto, bisognerà prevedere anche due o più date per una sola band. Al Circo Massimo Dave Gilmour e i Rolling Stones fecero due serate consecutive. 

Qualcuno obietterà: queste band non sanno neppure dov'è Asti, da noi non verranno mai.

Nulla di più falso e sbagliato. Dave Gilmour ha sempre detto di volersi esibire in luoghi storici e raccolti. Mick Jagger ha comprato casa in Sicilia. Bob Dylan disse di amare Barolo e le Langhe...

Ma torniamo al punto iniziale. 

Che cosa farà Paride Candelaresi da grande?

Ritengo che abbia davanti a sé due strade percorribili, una politica l'altra artistica di livello.

Per quella politica, restando ad Asti, potrebbe ripetersi la storia di Luigi Florio, che nelle file del partito liberale fu prima un buon assessore alla Cultura poi sindaco di Asti. Di questi tempi (difficili), di magri bilanci, solo l'assessore alla Cultura può emergere e farsi notare. Pensiamo alle difficoltà che hanno invece altri assessorati, tipo commercio, bilancio o lavori pubblici.

Inoltre, questi assessorati sono, non dico ostaggio, ma certamente subordinati ai pareri dei loro dirigenti, specialmente per ragioni tecniche che giustamente vanno a influenzare le scelte politiche.

Per Paride Candelaresi, in Cultura, le cose sono andate diversamente. Anche qui c'è un dirigente e collaboratori, ci mancherebbe, che contribuiscono alla causa; ma, dopo la morte prematura di Massimo Cotto, Paride ha preso in mano la struttura e l'ha rivoluzionata alla sua maniera, portandola al successo.

Qui sta il punto della seconda strada, non politica. Candelaresi è diventato, di fatto, un assessore "tecnico", un esperto promoter musicale. Non solo Asti Musica, anche. Asti lirica, ma anche altri settori come il teatro o Asti medievale. Certamente, però, in termini di numeri, Asti Musica prevale su tutte.

Per questo la politica potrebbe anche stare stretta a Paride. Fare il sindaco di una città non è un concerto live. Si tratta di mettere a posto strade, scuole, palestre, giardini, entrate e finanze, cose che in questi ultimi anni sono rimaste ferme, per colpa in prima battuta di crisi economiche, tagli, leggi, ma anche mancato coordinamento e normale amministrazione.

Aggiungo, infine, anche una certa noia a seguire pratiche burocratiche. Auguro a Paride Candelaresi di fare una lunga carriera politica, ma non credo che proverà le stesse emozioni che sta provando in queste serate evento quando sarà al timone della macchina comunale o, chessò io, alla guida di una banca. Secondo me il sindaco Rasero, da quando è presidente della Banca d'Asti, si annoia mortalmente e non mi stupirei che, messo alle strette e alla scelta, tornerebbe al campo politico dove ha sempre fatto numeri record.

Lasciamo Paride tranquillo sino alla chiusura di Asti Musica. Finito tutto anche lui dovrà porsi il quesito: "Cosa farò da grande?".

Stefano Masino

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