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Agricoltura | 24 luglio 2026, 13:28

Caldo record e siccità trasformano il sorgo in veleno: strage di pecore nell'Alessandrino e allarme per gli allevatori

Il fenomeno legato al cianuro presente nelle piante giovani colpisce un gregge di mille capi. Un'emergenza che potrebbe interessare anche il territorio astigiano

Un gregge

Un gregge

Doveva essere solo una pausa per il pascolo dopo settimane di caldo asfissiante, ma si è trasformata in una trappola mortale per un gregge di circa mille pecore. Oltre 50 animali sono morti nel giro di pochissimi minuti a causa di un'intossicazione acuta.

Il drammatico episodio si è verificato nelle campagne dell'Alessandrino, all'interno di un campo di grano da poco mietuto. Attirati dalle erbe spontanee cresciute tra i solchi, i pastori hanno fatto sostare gli animali per farli alimentare. Tra la vegetazione si nascondeva però il sorgo selvatico (Sorgum halepense), trasformato dal grande caldo in una pianta altamente tossica.

Sebbene il fatto si sia consumato nel territorio alessandrino, la notizia e i rilievi scientifici emersi rappresentano un interesse e campanello d'allarme di primaria importanza anche per i pascoli e gli allevatori dell'Astigiano, che condividono le medesime condizioni climatiche e le stesse tipologie di coltivazioni estive.

La reazione fulminea e i rilievi di laboratorio

Dopo l'ingestione della vegetazione, la reazione per decine di capi è stata immediata: difficoltà respiratorie severe, schiuma alla bocca e collasso istantaneo. Soltanto l'intervento tempestivo dei conduttori ha impedito che l'intero gregge venisse decimato.

Sul posto sono prontamente intervenuti i medici del Servizio Veterinario dell'Asl di Alessandria e dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta (Izsplv), che sono riusciti a salvare gli esemplari colpiti in forma meno grave. Le necroscopie e le analisi di laboratorio condotte dalle strutture sanitarie hanno confermato il sospetto: avvelenamento acuto da cianuri.

I livelli di tossicità riscontrati durante gli esami analitici sono risultati quasi doppi rispetto a quelli registrati durante la forte siccità del 2022, quando a subire le medesime conseguenze furono diversi bovini nel Cuneese.

Il meccanismo chimico: come la pianta produce cianuro

La pericolosità del sorgo risiede nella sua naturale struttura biologica. Durante le prime fasi di sviluppo e nei ricacci, la pianta accumula come meccanismo di difesa un glicoside cianogenetico denominato durrina. Quando le foglie vengono masticate e lacerate dagli erbivori, si innesca la liberazione di cianuro, un processo ulteriormente accelerato dai microrganismi presenti all'interno del rumine degli animali.

Una volta entrata in circolo, la sostanza tossica si lega agli enzimi cellulari bloccando l'utilizzo dell'ossigeno e interrompendo la produzione di energia vitali nei tessuti.

Se le piante adulte sono normalmente considerate sicure per il pascolo, lo stress termico prolungato e la forte siccità estiva modificano la chimica vegetale, stimolando una produzione eccezionale e concentrata di sostanza velenosa nei germogli e nelle foglie giovani.

L'episodio riaccende dunque i riflettori sui rischi indiretti legati ai cambiamenti climatici e impone la massima cautela e vigilanza anche agli agricoltori e ai pastori dell'area astigiana durante la sosta del bestiame sui terreni incolti o sui residui di mietitura.

Redazione

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