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Agricoltura | 30 luglio 2026, 13:45

Ferraris Agricola cresce: fatturato +6% e vendite di Ruchè +15% nel primo semestre 2026

La denominazione del Monferrato segna un trend positivo con giacenze in calo

Luca Ferraris

Luca Ferraris

Segnali positivi dal mondo del vino monferrino, con il Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG che si conferma in controtendenza rispetto a un settore alle prese con incertezze economiche e di mercato. A tracciarne il quadro è Luca Ferraris, alla guida di Ferraris Agricola, realtà di riferimento per la denominazione.

Nel primo semestre 2026 il Ruchè si conferma l’unica denominazione del Monferrato sopra il milione di bottiglie annue con segno positivo: l’imbottigliamento registra un +1%, superando ampiamente il mezzo milione di bottiglie, mentre le giacenze risultano in calo di quasi 1.200 ettolitri tra giugno 2025 e giugno 2026, pari a un -12%.

Crescono azienda e denominazione

Risultati incoraggianti anche per Ferraris Agricola, che nei primi sei mesi del 2026 registra un aumento del fatturato del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ancora più significativo il dato legato al Ruchè, con un incremento delle vendite del 15% e oltre 100mila bottiglie commercializzate.

Numeri che consolidano la posizione dell’azienda all’interno della denominazione e confermano il crescente interesse verso questo vitigno identitario del Monferrato.

Il lavoro continuativo che stiamo facendo sta generando i frutti sperati, nonostante il quadro economico, geopolitico e di settore rimanga incerto. Questa è la conferma che grazie a una gestione lungimirante e attenta, il mondo del vino può avere un andamento positivo”, commenta Luca Ferraris.

La visione sul settore vitivinicolo

Ferraris allarga poi lo sguardo all’intero comparto, sottolineando la necessità di un cambio di paradigma nella gestione delle imprese vitivinicole.

Credo che il comparto vitivinicolo abbia bisogno di una riflessione strutturale sul proprio modello di gestione. In molti casi l’evoluzione verso modelli orientati a marketing, vendite e finanza è stata troppo lenta. La produzione, senza strategia, non ha futuro. Interventi emergenziali come la distillazione possono avere un’utilità contingente, ma non risolvono il problema. Serve un cambiamento culturale e manageriale”, afferma.

Le denominazioni che performano meglio sono quelle che hanno saputo costruire valore e identità. Il caso del Prosecco è emblematico: un marchio riconosciuto dal consumatore come esperienza, prima ancora che come vino. È questo approccio che dovrebbe guidare anche molte realtà piemontesi”, aggiunge.

Il valore del territorio e dell’enoturismo

Per Ferraris, il successo del Ruchè è strettamente legato alla capacità di raccontare il territorio.

“Da anni il mio lavoro non è soltanto produrre Ruchè, ma raccontarlo: la sua qualità, la sua piacevolezza e il legame con le colline del Monferrato. Promuovere il Ruchè significa promuovere il territorio”, sottolinea.

Lo vediamo ogni settimana in cantina: arrivano visitatori da tutta Italia e dall’estero, contribuendo spesso al tutto esaurito nelle strutture ricettive e nella ristorazione. Chi sceglie il Monferrato cerca autenticità e un’esperienza più a misura d’uomo. È questo che oggi rende il territorio una delle realtà più interessanti dell’enoturismo piemontese”, conclude.

Un punto di riferimento per il Ruchè

Ferraris Agricola dispone di 35 ettari di vigneti, con il nucleo storico a Castagnole Monferrato e ulteriori proprietà tra Montegrosso d’Asti e Monastero Bormida, tra cui Vigna del Parroco, Cà Mongròss e Tenuta Santa Chiara.

Una crescita costruita nel tempo che ha contribuito a riportare il Ruchè tra i protagonisti della scena enologica italiana, valorizzando una denominazione oggi considerata tra le più dinamiche del Piemonte.

Redazione

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