Invitante e con quel qualcosa in più che lo distingue da tutto il resto: come un pane appena sfornato o un piatto arrivato a sorpresa in tavola. S'intitola "Il gusto delle parole" il corso letterario, "dove le parole si gustano e il cibo si racconta", ideato da Marisa Varvello e promosso dal Comune di Villafranca nel programma dei corsi Utea 2026/2027.
Una proposta originale che non nasce a caso: "Abbiamo un rapporto d'amore con i libri, che a Villafranca trovano posto nella Biblioteca Comunale appena arricchita con nuovi titoli - dice il sindaco Anna Macchia - Agli incontri con gli scrittori, le passeggiate letterarie, le poesie proposte ad alta voce o scritte in piazza delle Donne, la lettura di brani per i bambini e gli anziani della casa di riposo, aggiungiamo adesso una nuova idea che non mancherà di arricchire il nostro bagaglio culturale ed emotivo".
"Il gusto delle parole" è stato pensato da Marisa Varvello, già docente di Lettere, come "un viaggio tra parole e sapori, dove la letteratura si intreccia con la cucina e le storie sprigionano aromi e suggestioni". Il menù letterario approfondirà autori di varie parti del mondo, libri famosi e titoli semisconosciuti che non di rado hanno ispirato film e vinto prestigiose rassegne letterarie.
Dalle tavole imbandite dei grandi classici alle atmosfere intime della narrativa contemporanea, negli undici appuntamenti che si terranno in Sala Bordone, dal 14 ottobre al 31 marzo, saranno esplorati romanzi che offrono un assaggio di epoche e culture, raccontando il cibo non solo come nutrimento, ma come esperienza sensoriale e simbolica.
Ogni libro sarà un piatto da degustare, ogni parola un ingrediente che dona profondità e carattere al racconto. Tra spezie narrative e assaggi letterari, si scoprirà come la gastronomia diventi protagonista delle storie, rivelando tradizioni e identità attraverso il gusto e il profumo della narrazione. Il menù letterario comprenderà due sezioni.
Quella intitolata "Il cibo come potere, lusso e trasgressione" si comporrà di quattro romanzi che mostrano il cibo come elemento di controllo, status o ribellione, con spezie e sapori che riflettono desideri e tensioni: "Chocolat", Joanne Harris; "Le assaggiatrici", Rosella Postorino; "Il grande Gatsby", Francis Scott Fitzgerald; "L'amore ai tempi del colera", Gabriel García Márquez.
La sezione "Il cibo come identità culturale e magia" porrà invece attenzione su narrazioni che usano il cibo e le spezie per rappresentare culture, tradizioni e trasformazioni personali, con un tocco di realismo magico: "La maga delle spezie", Chitra Banerjee Divakaruni; "Le ricette di Pepe Carvalho", Manuel Vazquez Montalban; "Il profumo del pane alla lavanda", Sarah Addison Allen; "I segreti di Istanbul", Corrado Augias; "Marea Bretone", Jean-Luc Bannalec.
Si chiuderà con l'incontro dedicato a "Letture/degustazioni" sulla base di alcuni ingredienti tratti dai libri citati. "Protagonisti - spiega il sindaco Macchia - saranno i prodotti tipici dell'Astigiano, non solo come omaggio al riconoscimento Unesco della cucina italiana patrimonio dell'umanità, ma come testimonianza di attenzione verso il cibo che Villafranca esprime impegnandosi nel Distretto del Mastodonte e in quello della carne bovina piemontese che speriamo venga presto riconosciuto dalla Regione".
Il corso letterario, che si svolgerà il mercoledì dalle 18.30 alle 20.30, avrà un avvio simbolico: "Ci ritroveremo sotto la scritta di piazza delle Donne - annuncia Anna Macchia - che riporta una frase della poesia 'Ritratto di donna' di Wislawa Szymborska, premio Nobel per la letteratura".
A Villafranca il programma Utea, di cui è responsabile l'assessore alla Cultura Delfina Noto, comprenderà anche i corsi di ginnastica dolce e pilates.
Iscrizioni dal 1° settembre (modalità su www.utea.it)














