Il cuore pulsante di Asti cambia veste e indossa il suo abito più solenne.
Con l'arrivo, oggi, dei primi carichi di terra in piazza Alfieri, la città entra ufficialmente nel vivo della settimana più attesa dell'anno, trasformando il salotto cittadino nel teatro a cielo aperto del Palio.
Un rito che ogni fine agosto si ripete immutato, capace di richiamare decine di curiosi e appassionati attorno alle transenne per assistere al primo, fondamentale atto della pista.
Il segreto delle sabbie del Pliocene
Non si tratta di semplice terra da cantiere, ma di una miscela studiata al millimetro per garantire la massima sicurezza e spettacolarità alla corsa. Il tracciato è composto da una selezione speciale di sabbie astigiane risalenti al periodo del Pliocene superiore, quando la pianura padana era ancora coperta dal mare. Questa particolare consistenza limoso-sabbiosa, compatta ma elastica, è in grado di drenare l'eventuale pioggia e al tempo stesso attutire il galoppo dei cavalli, preservando le loro articolazioni durante le curve più impegnative dell'anello.
Numeri e geometrie dell'anello
Per completare il percorso triangolare servono circa ottocento metri cubi di materiale, distribuiti su un anello di quattrocentocinquanta metri che i ventuno concorrenti dovranno percorrere per tre giri completi.
Nei prossimi giorni la terra verrà livellata, bagnata e rullata a regola d'arte dagli operai specializzati, pronta per accogliere le prove ufficiali e la sfida per il drappo.


















