L'oro rubato nelle abitazioni di mezzo nord Italia finiva ad Asti, per essere poi sapientemente reimmesso sul mercato legale. È questo il tassello centrale di una complessa e articolata indagine condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Asti, che ha smantellato un fitto reticolo dedicato alla ricettazione e al riciclaggio di preziosi.
L'operazione, avviata nel mese di luglio del 2025 e coordinata dalla Procura della Repubblica di Asti, è culminata in questi giorni con l'esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare, firmate dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Asti. Nel complesso, l'inchiesta ha portato all'iscrizione di sei persone nel registro degli indagati.
Il bancone come snodo del riciclaggio
Al vertice di questo sistema illecito, secondo le indagini degli inquirenti, figurava un commerciante astigiano. L'uomo avrebbe trasformato la propria attività commerciale in un vero e proprio crocevia per il riciclaggio dei proventi di furti.
Il suo negozio era la meta abituale di numerosi soggetti, prevalentemente di origine straniera e provenienti da diverse zone del Piemonte, che gli consegnavano regolarmente monili e oggetti in oro di dubbia provenienza.
Dalla refurtiva alle fonderie
Il meccanismo di smaltimento era ben rodato. Una volta acquistati ad Asti, i gioielli venivano dirottati e rivenduti a ditte specializzate dell'Alessandrino, un territorio che rappresenta da sempre uno dei principali poli nazionali e internazionali per l'alta gioielleria e la lavorazione dell'oro. In questo modo le tracce della refurtiva venivano definitivamente cancellate, mescolando l'oro rubato all'interno dei circuiti commerciali ufficiali.
La rete criminale è crollata sotto il peso di un lavoro investigativo minuzioso, fatto di intercettazioni, servizi di osservazione e continui pedinamenti. Il cerchio si è chiuso con una serie di perquisizioni che hanno permesso di sequestrare diversi monili di chiara provenienza illecita.
I poliziotti hanno inoltre rinvenuto ben 23mila euro in contanti, accuratamente nascosti all'interno dell'abitazione di uno dei tre arrestati, oltre a circa 700 grammi di sostanza stupefacente.














