Una “strategia integrata per l’invecchiamento attivo, la prevenzione e la gestione della fragilità, lo sviluppo dei servizi alla persona”, si può riassumere così il progetto presentato ieri a Canelli, “Futuro Sicuro”, cioè la volontà di riorganizzare la rete dei servizi, prevenire il decadimento psicofisico e valorizzare il patrimonio di competenze degli anziani, di oggi e del futuro. Azioni già avviate attraverso diverse iniziative, dalle palestre della memoria ai servizi di assistenza, che negli anni dovranno essere potenziate e affiancate da nuovi interventi.
“Abbiamo pensato a una strategia integrata per l’invecchiamento attivo, la prevenzione e la gestione della fragilità - ha spiegato il vicesindaco Mauro Stroppiana - Tutto questo è fatto di una serie di interventi per prevenire i problemi, per gestirli e per rafforzare la rete dei servizi”.
Uno sguardo verso un futuro il cui indice di vecchiaia è in forte crescita e che già oggi necessita di una pianificazione mirata. In provincia di Asti, infatti, si registrano 242 anziani ogni 100 giovani, 49 in più rispetto alla media nazionale, con maggioranza della popolazione tra i 55 e i 59 anni. Numeri che devono essere analizzati nell’ottica di nuove soluzioni.
Prevenzione, salute e inclusione: le azioni sul territorio
In primo piano la prevenzione e promozione della salute, attraverso strategie che comprendono campagne informative, lo sportello di facilitazione digitale, i soggiorni marini e interventi specifici quali l'Attività Fisica Adattata (AFA) per ultracinquantenni e over 65, le Palestre della Memoria per la stimolazione cognitiva e i gruppi di cammino.
Inoltre, per le persone che affrontano fragilità o perdita parziale d'autonomia, sono previsti e potenziati i servizi di accompagnamento leggero tramite i progetti CAP e Pulmino Amico (in collaborazione con CISA, Canelli Solidale e Croce Rossa), il supporto ai caregiver, la consegna di pasti a domicilio e la promozione di modelli abitativi condivisi come il Senior Cohousing e il cohousing intergenerazionale. Ampio spazio è dedicato anche alle patologie neurodegenerative, con il consolidamento del “Caffè Alzheimer” (trasferito nei locali della Casa di riposo per integrare i servizi domiciliari e residenziali) e la prospettiva di attivare un Centro Diurno integrato e sociale, oltre a garantire continuità assistenziale ai soggetti disabili che invecchiano.
“Tante attività sono di volontariato, ma qualcuna richiederà delle risorse economiche - ha concluso Stroppiana - Noi cerchiamo cittadini che collaborino, ma anche istituzioni che vogliano cofinanziare queste iniziative. Tutto questo vuol dire progettare un futuro sicuro: tante idee, tante possibilità che servono a creare questo per la gente”.
La riorganizzazione della Casa di Riposo: verso un "Hub Assistenziale"
Un punto cruciale della programmazione riguarda la Casa di riposo, che oggi dispone di 26 posti per persone autosufficienti (RA) e 20 posti per non autosufficienti (RSA). Il calo della domanda di posti RA e la forte crescita di richieste di ricovero RSA hanno generato, però, liste d'attesa e un deficit finanziario stimato in circa 180 mila euro per il 2025.
La riorganizzazione prevede la riduzione dei posti RA e l'attivazione del secondo nucleo RSA con ulteriori 20 posti, operazione favorita dal futuro trasferimento dei servizi di Dialisi e RRF presso la nuova sede ospedaliera di Nizza, come ha spiegato il vicesindaco. L'obiettivo dell'amministrazione è trasformare la struttura in un "hub assistenziale della Terza età", un centro multiservizi integrato con le prestazioni del territorio.
Gli anziani di domani: una risorsa
Alla presentazione del progetto è intervenuto anche il direttore del CISA Asti Sud Giuseppe Occhiogrosso, che ha evidenziato quanto sia decisivo ripensare l'immagine stessa della terza età, una generazione di anziani profondamente diversa da quella dei nostri nonni: persone altamente scolarizzate, capaci di rapportarsi ai nuovi media, il cui sapere professionale non si esaurisce con il pensionamento.
Da qui l'appello a costruire una vera collaborazione intergenerazionale, capace di trasmettere questo patrimonio di competenze anche alle generazioni più giovani. Un obiettivo, ha precisato, che non può restare sul piano delle buone intenzioni.
“Bisogna trovare anche le risorse, ma non bisogna sprecarle: occorre essere capaci di fare delle scelte concrete, che permettano di ottenere davvero dei risultati - ha dichiarato Occhiogrosso - E lì bisogna essere capaci anche di andare a cercare quelle risorse: finanziarie, umane, professionali, per attivarle e renderle partecipi di questo nuovo modo di vedere le cose”.
Scuola e incontro tra generazioni
A sottolineare il valore fondamentale dello scambio tra giovanissimi e anziani è stato l’assessore all’istruzione Annamaria Tosti, che ha presentato l'impegno delle scuole del territorio all'interno del progetto, raccontando, ad esempio, dell’iniziativa “Letture d’argento” nelle case di riposo. Una vera e propria occasione di scambio tra generazioni: “Portare i piccoli studenti in queste strutture porta una vera e propria ventata di vitalità, con un valore inestimabile per gli ospiti - ha raccontato Tosti - I ragazzi vengono molto volentieri e ci siamo accorti che anche i più giovani possono dare il loro contributo attivo a un grande progetto di comunità come questo”.
Il progetto crescerà di anno in anno, con una prospettiva in divenire, sviluppandosi attorno alle esigenze e modellandosi su queste, per garantire risposte sempre più efficaci.














